I filmati virali online
Alex Pretti aveva già avuto uno scontro con l’Ice prima di morire, ma era scappato (video)
Alex Pretti, il 37enne ucciso dall’Ice durante un arresto a Minneapolis, si era già scontrato con gli agenti 11 giorni prima, come rivelano alcuni video diffusi online. Nei filmati, datati al 13 gennaio, si vede Pretti all’angolo della strada in cui erano radunati i contestatori: dopo aver sputato e urlato contro gli agenti, l’uomo ha spaccato il fanale della loro auto con un calcio. Gli agenti sono usciti dal veicolo e l’hanno buttato a terra per arrestarlo, ma durante la colluttazione il cappotto dell’infermiere si è sfilato e lui è riuscito a fuggire. Le dinamiche non sono del tutto chiare., come ricorda Tgcom24, e non si sa se sia stata proprio l’Ice a lasciarlo andare.
L’Ice esamina i nuovi video su Alex Pretti: si era già scontrato con loro
I nuovi filmati hanno riacceso la discussione nazionale sulla morte di Pretti. Donald Trump Jr, figlio maggiore del presidente Usa, ha pubblicato uno dei video su X, commentando: “È solo un pacifico legal observer“. Il commento si riferisce ai volontari che controllano e documentano le azioni delle forze dell’ordine nel corso delle proteste: si tratta di una figura che non prende parte alla manifestazione, ma garantisce che i cittadini possano usufruire dei propri diritti costituzionali, svolgendo la funzione di testimone indipendente per documentare l’eventuale uso della forza degli agenti. L’organo investigativo dell’Ice, cioè l’Homeland security investigations, sta valutando i nuovi video. Una notizia che è stata annunciata direttamente dal portavoce del dipartimento.
Le parole dell’avvocato dei genitori
L’avvocato di Minneapolis che rappresenta i genitori di Alex Pretti, Steve Schleicher, ha spiegato che il suo precedente non giustifica minimamente l’uccisione dell’uomo da parte degli agenti federali, che è avvenuta sabato 24 gennaio. “Una settimana prima che Alex fosse ucciso per strada, nonostante non rappresentasse una minaccia per nessuno, era stato aggredito violentemente da un gruppo di agenti dell’Ice”, ha evidenziato Schleicher in una dichiarazione scritta. Poi ha concluso: “Nulla di ciò che è accaduto una settimana prima avrebbe potuto giustificare l’uccisione di Alex per mano dell’Ice il 24 gennaio”.
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