L'intervento
Quali sono i due vantaggi del voto sul consenso informato per l’alleanza scuola-famiglia
Qualunque attività curricolare o extracurricolare su sessualità, affettività, relazioni e orientamento deve obbligatoriamente avere il preventivo consenso da parte delle famiglie nelle scuole medie e superiori
Un passo pieno di bene, il coro per il consenso informato, che sblocca un cantiere essenziale Quello, da un lato, della possibilità concreta di ricostruire, dalle fondamenta, l’alleanza scuola-famiglia. Dall’altro è proprio l’occasione per continuare a costruire questa nuova alleanza. a partire da un buono-scuola, a favore della libertà di scelta per le famiglie meno abbienti. Questi i due primi vantaggi concreti che possono scaturire dal voto della Camera per l’introduzione del consenso informato. Secondo il provvedimento approvato dall’Aula di Montecitorio con 151 voti favorevoli e 113 contrari qualunque attività curricolare o extracurricolare su sessualità, affettività, relazioni e orientamento deve obbligatoriamente avere il preventivo consenso da parte delle famiglie nelle scuole medie e superiori.
Un passo in avanti importante
Si tratta senza dubbio di un passo rilevantissimo nella direzione da tempo auspicata dal network ‘Sui tetti’: ovvero ricostruire l’alleanza scuola-famiglia che rappresenta l’architrave sociale imprescindbile per dare forma e sostanza al percorso formativo dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, in una cornice di valori e di responsabilità. Due concetti che non sono affatto desueti, come la cultura woke vuole farci credere, ma che invece sono elemento imprescindibile per costruire l’Italia di domani.
Grazie alla maggioranza e ai ministri
I parlamentari che hanno votato a favore e il Governo, specie i ministri Valditara e Roccella, vanno ringraziati perché si sono distinti in una iniziativa dall’altissimo valore sociale e morale, di cui le generazioni future saranno molto grate. Il consenso informato è, de facto, una garanzia di libertà e trasparenza dal momento che le famiglie devono restare protagoniste visto che il primato educativo della famiglia non è un retaggio del passato, ma il fondamento di una società libera e responsabile.
E’ utile ricordare che il provvedimento che ora passerà al Senato non nasce per vietare nulla, ma solo al fine di costruire la fiducia e la collaborazione tra scuola e famiglia. Ogni genitore ha il diritto di sapere chi entra nelle classi, quali contenuti vengono proposti e con quali finalità.
I giusti limiti
Parlare di affettività e sessualità con i ragazzi è lecito, ma deve avvenire nel rispetto dei valori familiari e delle diverse sensibilità educative.
Il consenso informato è una garanzia di trasparenza, non un ostacolo alla conoscenza. Per questa ragione ritengo che tutti gli attori in causa debbano ora contribuire ancor di più al cantiere aperto, per continuare a costruire una nuova alleanza fra la famiglia e le altre agenzie educative, di cui il Paese ha sempre più necessità. Il riferimento è, innanzitutto, al riconoscimento, con un buono-scuola, della libertà di scelta alle famiglie meno abbienti che non se la possono permettere e subiscono una ingiusta e gravissima discriminazione economica.
*Portavoce del Network Sui Tetti e vicepresidente del MPV
Leggi anche