La violenza del regime
Picchiata a sangue durante l’arresto, la Nobel iraniana Narges Mohammadi è stata ricoverata due volte
È finita al pronto soccorso per le botte ricevute dagli agenti del regime iraniano la Nobel per la Pace nel 2023 Narges Mohammadi. La donna, 53 anni, simbolo della resistenza agli ayatollah e icona delle protesta anti-velo, è stata arrestata lo scorso 12 dicembre città nord-orientale di Mashhad durante la cerimonia per la morte dell’avvocato Khosrow Alikordi. Insieme a lei sono stati arrestati altri attivisti. È stata la famiglia di Mohammadi a denunciare il ricovero dopo le percosse. La dissidente ha telefonato ai suoi familiari domenica sera, come scrive su X la fondazione che porta il suo nome. “Narges ha detto che l’intensità dei colpi era così forte e violenta che è stata portata al pronto soccorso due volte. Le sue condizioni fisiche al momento della chiamata non erano buone”.
Picchiata durante l’arresto la Nobel Mohammadi è ricoverata
Durante una telefonata, l’attivista ha informato di essere stata accusata di “collaborazione con Israele”. E di aver ricevuto minacce di morte dalle forze di sicurezza. Ha chiesto al suo team legale di presentare una denuncia formale contro l’organismo di sicurezza che l’ha arrestata. E per il modo violento con cui è stato effettuato l’arresto. Come in altre occasioni l’arresto, non è il primo, ha destato un’ondata di proteste e di reazioni di solidarietà. Un gruppo di attivisti iraniani, tra cui il regista Jafar Panahi, ha chiesto la liberazione “immediata e incondizionata” della premio Nobel e delle altre circa 40 persone arrestate. “Quanto è accaduto – scrivono in una lettera – è stata una dimostrazione coincisa della preoccupante situazione di libertà e sicurezza, nonché dell’inefficienza e dell’irresponsabilità del governo iraniano di oggi”.
La telefonata alla famiglia: non sto bene, mi accusano di collaborazione con Israele
L’arresto è avvenuto mentre Mohammadi partecipava alla cerimonia in memoria dell’avvocato per i diritti umani Alikordi. La sua morte, avvenuta in circostante sospette, ha generato indignazione nell’opinione pubblica iraniana. Insieme a Mohammadi, arrestate anche Sepideh Gholian, Hasti Amiri, Pouran Nazemi, Alieh Motalebzadeh. La premio Nobel stava scontando una pena detentiva complessiva di 13 anni e nove mesi per accuse inerenti la sicurezza nazionale, ma dal dicembre del 2024 aveva ottenuto un congedo per gravi motivi di salute.