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Cristiani perseguitati, Inselvini: “In Libano i bombardamenti colpiscono i fedeli. Boko Haram controlla parte della Nigeria”

L'Intervista

Cristiani perseguitati, Inselvini: “In Libano i bombardamenti colpiscono i fedeli. Boko Haram controlla parte della Nigeria”

Politica - di Gabriele Caramelli - 17 Dicembre 2025 alle 14:21

I fedeli cristiani libanesi «vivono nella paura di una guerra tra Israele e Hezbollah che gli è piombata addosso in questi anni». Non solo le parole di un’analista geopolitico, ma dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini, che al Secolo d’Italia ha raccontato la sua esperienza nell’ultimo viaggio nel Paese dei cedri. «Tanti fedeli hanno perso la casa e i familiari a causa del conflitto – sottolinea – ma soprattutto hanno grande difficoltà a rialzarsi perché sono più deboli e in minoranza». Quanto alle violenze perpetrate in Nigeria dai terroristi islamici, il parlamentare europeo del gruppo Ecr ha evidenziato un particolare inquietante: «da una parte c’è lo Stato, ma dall’altra ci sono dei terroristi che hanno occupato alcuni territori con l’intento di cacciare chiunque non si sottometta all’Islam». Inoltre, sul pericolo della radicalizzazione musulmana, Inselvini non ha dubbi: «Se c’è qualcuno che crede nell’Islam, deve farlo nella consapevolezza che l’Europa è prima di tutto cristiana».

In che situazione stanno vivendo i cristiani in Libano?

«Nel mio ultimo viaggio in Libano ho cercato di capire cosa stanno vivendo sia i libanesi che i cristiani, in particolare modo nella parte meridionale. Lì i fedeli vivono nella paura di una guerra tra Israele ed Hezbollah, che gli è piombata addosso in questi anni. Stiamo comunque parlando di un Paese che ha dovuto affrontare guerre intestine e destabilizzazioni economiche. Nonostante la tregua firmata a Novembre per Gaza, nel sud del Libano i bombardamenti israeliani continuano a colpire anche la popolazione cristiana, che si è ritrovata in un conflitto in cui non c’entra assolutamente nulla. Tanti fedeli hanno perso la casa e i familiari a causa del conflitto, ma soprattutto hanno grande difficoltà a rialzarsi perché sono più deboli e in minoranza. Durante il mio soggiorno ho visto villaggi rasi completamente al suolo, chiese distrutte e bombardate più volte. Tengo a precisare che, come Ecr, mettiamo al primo posto la difesa della fede cristiana in Europa e in Medio Oriente. I libanesi sono custodi di un’area che è importante anche per noi europei, visto che la religione cristiana è nata nel territorio arabo. Anche il premier Meloni sta lavorando diplomaticamente affinché in quella zona ci sia finalmente armonia tra i popoli».

E per quanto riguarda i cristiani perseguitati in Nigeria?

«Nelle ultime due plenarie abbiamo avuto in discussione l’argomento sulle violenze generali in Nigeria e in particolare nella zona occupata da Boko Haram. Perché da una parte c’è lo Stato, ma dall’altra ci sono dei terroristi che hanno occupato alcuni territori con l’intento di cacciare chiunque non si sottometta all’Islam. Sembra che l’Ue voglia prender una posizione politica per condannare le violenze e lo sterminio dei cristiani di cui si è sentito parlare poco in Occidente. Come abbiamo detto nelle ultime settimane, è particolare che alcuni media scelgano di raccontare soltanto alcune cose. Noi abbiamo intenzione di difendere i cristiani ovunque si trovino, perché siamo per la pace e la convivenza civile. Vorremmo convincere l’Ue a mandare avanti dei progetti di cooperazione in accordo con il governo, per aiutare tutti i cristiani che sono stati costretti a scappare per le vessazioni».

La radicalizzazione islamica in Europa è un pericolo per i cristiani?

«Se in Europa dovesse diffondersi un’ideologia islamica fondamentalista, sarebbe un pericolo. Credo che in certe frange di giovani musulmani ci sia una radicalizzazione non soltanto religiosa, ma dovuta a una crisi sociale. Queste persone diventato criminali o integraliste perché perdono la propria identità e non ne trovano un’altra forte. Laddove non affermiamo la nostra cristianità, qualcun’altro cerca di imporne un’altra. Se c’è qualcuno che crede nell’Islam, deve farlo nella consapevolezza che l’Europa è prima di tutto cristiana».

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di Gabriele Caramelli - 17 Dicembre 2025