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Università negata ai militari, la rabbia di Paglia, medaglia d’oro al valor civile: “Si alimenta l’odio verso di noi”

Il caso Bologna

Università negata ai militari, la rabbia di Paglia, medaglia d’oro al valor civile: “Si alimenta l’odio verso di noi”

Politica - di Leo Malaspina - 30 Novembre 2025 alle 18:39

Non si placano le polemiche sulla decisione dell’Università di Bologna, che ha recentemente negato l’attivazione di un corso di laurea in Filosofia dedicato a circa dieci-quindici giovani ufficiali dell’Esercito italiano, su richiesta del capo di Stato Maggiore, generale Carmine Masiello.​ Il Dipartimento di Filosofia ha deciso autonomamente di non deliberare sulla proposta, dichiarando di preferire soprassedere per evitare il rischio percepito di “militarizzare” la facoltà. Il rettore Giovanni Molari ha sottolineato che la scelta è stata prerogativa del Dipartimento, come previsto dall’ordinamento universitario italiano.​

No ai militari all’Università, la reazione di Piantedosi

La decisione ha generato forti critiche da parte dei vertici militari e del governo. Il generale Masiello ha espresso delusione, definendo il diniego sintomatico delle difficoltà di dialogo tra università e forze armate. Ministra Anna Maria Bernini e il ministro Guido Crosetto hanno criticato pubblicamente la scelta, sostenendo che ostacolare la formazione dei militari sia contrario alla missione educativa dell’università.​ La vicenda è diventata oggetto di polemica anche fra gli studenti, con il movimento Azione Universitaria che ha presentato un’interrogazione al Senato accademico e ha accusato il Dipartimento di essere ostaggio di pregiudizi antimilitaristi e pressioni da ambienti estremisti. Il caso ha riacceso il dibattito sull’inclusività del sistema universitario italiano nei confronti delle istituzioni statali.​

“Una decisione incomprensibile quella di alcuni professori dell’Università di Bologna che hanno negato a un gruppo selezionato di 15 giovani ufficiali dell’Esercito dell’Accademia di Modena la possibilità di frequentare un corso di laurea in Filosofia, nel timore di una presunta ‘militarizzazione dell’Ateneo’. Mi addolora ancora di più che tutto questo sia avvenuto proprio in una città colta e aperta come Bologna, nella più antica Università al mondo, che da sempre rappresenta un punto di riferimento internazionale dei valori di laicità, cultura e pensiero”, scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

L’indignazione dell’eroe Gianfranco Paglia

“Il diritto allo studio è sancito dalla Costituzione senza alcuna discriminazione. Il diniego dell’Ateneo di Bologna ad avere militari dell’Esercito a seguire un percorso formativo, non solo offende tutti ma induce ad una triste conclusione: ossia che in Italia vige ipocrisia e pregiudizio. Ipocrisia perché poi nei periodi avversi si invoca la presenza militare sempre pronti perché si rispetta il giuramento reso alle Istituzioni. Pregiudizio perché ancora esiste una fetta di politica che storce il naso di fronte all’Uniforme senza tener conto che è indossata da donne ed uomini che hanno il diritto di formarsi e di acculturarsi. La cultura è libera e dovrebbe essere scevra da qualsiasi colore politico ma evidentemente non è così”, dichiara il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare e consigliere del ministro Crosetto.

“Il messaggio che il rettore, negando la presenza ai militari, ha veicolato è davvero di scarso insegnamento e fa rabbrividire il silenzio rumoroso della politica propagandistica. È una deriva pericolosa che alimenta odio e non ci devono meravigliare poi foto bruciate in finti cortei di pace. Da anni sono in conferenze nelle Scuole e in contatto con studenti che non hanno mai mostrato intolleranza, anzi. Mi piacerebbe che si ascoltasse il parere degli iscritti in quell’Ateneo e sono certo che il Rettore ne uscirebbe perdente”.

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di Leo Malaspina - 30 Novembre 2025