Motivazione surreale
Sceneggiata Anm, si ritira dal confronto tv con Nordio “per non politicizzare il dibattito”. Ma le toghe non hanno fatto altro…
Dalla manifestazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ad oggi l'Associazione nazionale magistrati non ha fatto altro che alzare lo scontro contro il governo e contro la riforma della giustizia. Ora vuole apparire "super partes...
Marcia indietro di Cesare Parodi, presidente dell’Anm. Ha deciso di ritirarsi dal confronto tv con il ministro Nordio sulla Riforma della giustizia. Il fronte del no al referendum arretra. Il solito cabaret. All’indomani dell’approvazione in Parlamento il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti si era lanciato: “Se dovessi andare assolverei a un dovere di rispetto istituzionale, nel senso che sarebbe difficile dire di no al ministro”. Oggi è il numero uno dell’anm a decidere per la retromarcia. Il suo dietrofront è quasi “commovente“: “Voglio evitare il rischio che l’Anm appaia come un soggetto politico di opposizione”, spiega Parodi. Dobbiamo ridere”. Prosegue: “Si pensi all’immagine, in una trasmissione di massimo ascolto: il ministro da un lato, noi dall’altra. E poi le strumentalizzazioni. Farebbe comodo a tutti descriverci come un soggetto politico”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa. Aggiunge: “Come Anm abbiamo tutti condiviso l’opportunità di non confrontarci con i politici, chiunque essi siano. Solo con i rappresentanti dei comitati del sì: esperti, giuristi, personalità della società civile. Nel merito”.
L’Anm da un anno sta politicizzando il dibattito
Il non voler “politicizzare” il referendum è frase da far venire le lacrime agli occhi per la comicità involontaria dell’affermazione: “Il governo – prosegue – mica da oggi, lamenta una presunta invasione di campo della magistratura. Noi ci limitiamo ad applicare le leggi, e ci viene detto che strabordiamo per boicottare l’attività del governo”. Parodi pensa che gli gli italiani abbiano l’anello al naso. E’ l’Anm che ha politicizzato la riforma Nordio da un anno intero. Vi ricordate a gennaio l’inaugurazione dell’anno giudiziario? Il comitato direttivo dell’Anm concertò una protesta a Napoli, durante la cerimonia, appena il ministro della Giustizia Nordio prese la parola: le toghe abbandonarono la sala indossando una coccarda tricolore, tenendo tra le mani la Costituzione: quella a cui la riforma attenterebbe…
L’Anm vuole mostrarsi “super partes”
Un mese dopo, a febbraio, l’Anm ha proclamato uno sciopero mentre la riforma era in discussione in Parlamento. Diversi magistrati, singolarmente o organizzati e organizzati, sono intervenuti pesantemente contro i caposaldi della riforma. Dire che l’Anm non sia scesa in campo politicamente è negare l’evidenza di alcuni fatti. Per esempio l’interventismo nell’ìorganizzare il comitato referendario per il No. Con l’uso di modalità simili a quella dei partiti politici, reclutando possibili testimonial, come attori e cantanti. La politicizzazione da parte dell’Anm c’è stata al punto che “tra molti magistrati, e nelle assemblee dell’Anm, si è evocato il capo della P2 Licio Gelli come ispiratore della riforma del governo Meloni”, ricorda il Foglio. Proprio come un partito politico, l’Anm è andata a scovare un vecchio pronunciamento di 30 anni di Nordio in contro la separazione delle carriere.
Forse sono i sondaggi pro riforma a scoraggiare Parodi ?
Ora, che l’Anm faccia la mammoletta affermando che il dibattito tv possa essere percepito come “una contrapposizione politica fra il governo e la magistratura, che non trova riscontro nella realtà” è davvero troppo. Nell’agone politico ci sta eccome. Probabilmente a sconsigliare un confronto tv è il sentimento pro riforma, e dunque per il sì al referendum diffuso tra gli italiani sondati in varie rilevazioni. Che certo, renderebbe imbarazzante il duello televisivo.