Dopo uno strano incidente
Migliaia di voli a rischio per Natale: Airbus ha bloccato 6mila aerei in tutto il mondo per problemi al software di bordo
La compagnia si giustifica: "Ci scusiamo per l’inconveniente causato e collaboreremo a stretto contatto con gli operatori, mantenendo la sicurezza come priorità assoluta e prioritaria"
Il richiamo operativo annunciato da Airbus continua a produrre effetti a catena in tutto il mondo. La maxi-manutenzione, motivata dal rischio che un’intensa attività di radiazioni solari possa alterare dati essenziali per il controllo del volo, coinvolge oltre 6mila aeromobili della famiglia A320. Il costruttore europeo ha spiegato di aver richiesto alle autorità aeronautiche internazionali di imporre un’azione immediata, avvertendo che l’intervento — che consiste nel ripristino di una versione precedente del software di bordo — potrebbe provocare disagi significativi alle operazioni.
Airbus si scusa
“Ci scusiamo per l’inconveniente causato e collaboreremo a stretto contatto con gli operatori, mantenendo la sicurezza come priorità assoluta e prioritaria”, ha dichiarato Airbus in una nota diffusa venerdì sera, aggiungendo che alcune ispezioni richiederanno poche ore, mentre altre potrebbero estendersi per “qualche settimana”.
Impatto sulle compagnie
Le prime ripercussioni si sono manifestate in Asia, dove All Nippon Airways ha cancellato 95 voli in una sola giornata, costringendo 13.200 passeggeri a riorganizzare viaggi e coincidenze. Il problema interessa 34 dei suoi Airbus A320, mentre le affiliate del gruppo, come Peach Aviation, hanno avviato controlli su tutta la flotta. In India, la situazione è altrettanto articolata: IndiGo ha completato il reset su 160 dei 200 aerei coinvolti, pur avvertendo di possibili ritardi; Air India, con 113 velivoli da aggiornare, ha concluso gli interventi su 42 aeromobili e prevede comunque lievi variazioni operative; Air India Express ha confermato la necessità di intervenire su 25 aeromobili.
Dall’Asia all’America Latina
In altre aree dell’Asia, Taiwan ha predisposto controlli su circa due terzi degli A320 e A321 operativi, mentre l’Autorità per l’aviazione civile di Macao ha chiesto ad Air Macau di riprogrammare le attività per ridurre i disagi. In Corea del Sud, Asiana Airlines non prevede particolari criticità grazie al numero contenuto di velivoli coinvolti, mentre Korean Air sta completando il lavoro su dieci aeromobili. A Hong Kong, HK Express ha dichiarato che oltre metà della flotta interessata ha già ricevuto l’intervento richiesto.
In America Latina, Avianca ha comunicato che oltre il 70% della sua flotta necessiterà dell’intervento, motivo che ha spinto la compagnia a sospendere la vendita di biglietti fino all’8 dicembre. In Nuova Zelanda, Air New Zealand ha annunciato alcune cancellazioni, mentre Air Arabia — principale low-cost mediorientale — ha confermato l’adozione di tutte le “misure necessarie”.
Voli cancellati anche in Europa
In Europa la situazione è composita. Air France ha cancellato 35 voli, mentre Lufthansa prevede un numero contenuto di ritardi e cancellazioni. Wizz Air, invece, ha completato l’aggiornamento durante la notte, dichiarando di non attendersi ulteriori interruzioni. Turkish Airlines ha confermato il prossimo rientro in servizio degli otto A320 coinvolti.
Negli Stati Uniti, American Airlines — il più grande operatore mondiale della famiglia A320 — ha individuato 340 aeromobili che necessitano dell’aggiornamento, pur confidando di completare la maggior parte del lavoro tra venerdì e sabato. Delta Air Lines prevede un impatto minimo, poiché il problema dovrebbe riguardare meno di 50 A321neo, mentre United ha confermato di non rientrare tra gli operatori coinvolti. JetBlue, direttamente collegata all’episodio che ha dato origine alle indagini, è attualmente impegnata in verifiche approfondite.
L’incidente del 30 ottobre: il punto di svolta
Il richiamo parte proprio dal volo JetBlue 1230, decollato da Cancún e diretto a Newark il 30 ottobre. Durante la fase di crociera, un guasto al computer di bordo ha provocato una brusca e non comandata perdita di quota, una “discesa incontrollata per circa 4–5 secondi” che ha causato il ferimento di alcuni passeggeri. L’aereo ha infine effettuato un atterraggio d’emergenza a Tampa. Le verifiche successive hanno ricondotto l’anomalia a un componente difettoso del sistema computerizzato, responsabile dell’improvviso abbassamento del muso.
Uno sforzo tecnico senza precedenti
Il settore dell’aviazione si trova oggi a fronteggiare uno dei richiami più estesi degli ultimi decenni. Con 6.000 velivoli interessati su una flotta mondiale di 11.300 aerei a corridoio singolo, l’intervento coinvolge più della metà degli Airbus A320 in servizio. La tempistica coincide inoltre con uno dei periodi di traffico più intensi dell’anno, rendendo inevitabili riprogrammazioni e ritardi.