Una cosetta da niente...
L’ammissione di Andrea Orlando: “Il Pd non ha aiutato i poveri quando era al governo”
L'autocritica dell'ex ministro della Giustizia investe anche Bruxelles: la maggioranza a sostegno a Ursula von der Leyen "non regge più"
Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia ed ex deputato che oggi fa il consigliere regionale in Liguria dopo avere perso la sfida con Marco Bucci, fa autocritica e da Montepulciano ricorda al Partito Democratico i suoi limiti e la scarsa attenzione verso i ceti più deboli.
Le parole di Orlando
“Quando si riposiziona il partito su temi importanti si alza l’asticella. Io sono orgoglioso delle riforme che abbiamo fatto. Ma c’è una cosa che dobbiamo rimproverarci: che non abbiamo fatto riforme che aiutassero i poveri. E se non sai fare questo le diseguaglianze si mangiano anche i diritti umani”, ha detto l’ex ministro a Montepulciano. Non mancando di fare le pulci al partito rispetto alla Commissione Europea e al ruolo di maggioranza.
“Questa Commissione non ci rappresenta”
Orlando ha indirettamente attaccato il Partito Democratico che è nella maggioranza von der Leyen. “Questa Europa non è né la salvezza né la via. E’ imbarazzante ascoltare le dichiarazioni della commissaria Kallas ogni settimana. E non è un problema banale. Non lo dico per buttare all’aria il tavolo, ma questa non è la nostra Commissione e la maggioranza non regge più, non ci possiamo rassegnare al fatto che l’Ue sia solo quella del riarmo”.
Si convochi l’Assemblea del Pd
Orlando ha ribadito di nutrire fiducia “nella leadership di Elly Schlein”, ma ha anche aggiunto che “non siamo qui a dare consigli a una leadership partita dalle primarie. Non siamo qui nemmeno a condizionare, se non nella misura in cui un dibattito condiziona. Vogliamo uscire da qui dicendo una cosa: mettiamo al centro una discussione, convochiamo una assemblea“.
Almeno un’autocritica seria e onesta
Si può legittimamente appartenere a un partito e giustamente difenderne le ragioni ma quando c’è un’autocritica come quella di Andrea Orlando è doveroso sottolinearla. L’ex ministro ha toccato il nervo scoperto di un Pd che, nel lungo periodo in cui è stato al governo, ha fatto poco per le classi sociali che oggi difende. Anzi, niente.