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miss Inghilterra lesbica

La finta rivoluzione woke

La nuova Miss Inghilterra è bella, bionda e dichiaratamente lesbica: la stampa radical chic applaude

Esplode la polemica e il mainstream fa a gara per mettere la bandierina su una "vittoria radicale" che non esiste. Il celebre attore di Fleabag, Andrew Scott, dice: "Non sei mai a una festa a dire: “Questo è il mio amico apertamente gay”"

Esteri - di Alice Carrazza - 29 Novembre 2025 alle 09:43

In un Paese che ama definirsi moderno ma inciampa spesso sulle proprie ossessioni culturali, l’incoronazione di Grace Richardson a Miss England ha suscitato un clamore sproporzionato. Non tanto per il concorso in sé — un rituale che sopravvive ai decenni con la tenacia di un costume di scena che non teme le prove del tempo — quanto per l’etichetta che ha trasformato la giovane vincitrice in un caso mediatico: “la prima miss dichiaratamente lesbica”.

Miss England: “Orgogliosamente lesbica”

Richardson, 20 anni, studentessa di teatro musicale originaria di Leicester, ha dichiarato alla Cnn che essere stata nominata Miss England è “incredibilmente edificante”. Durante la cerimonia di Wolverhampton, ha spiegato che il titolo le ha mostrato come “con resilienza e determinazione puoi davvero realizzare i tuoi sogni”. Ha aggiunto di sentirsi più forte che mai, consapevole di poter usare questa piattaforma “per fare la differenza nel nostro mondo e ispirare le nuove generazioni”.

La giovane non ha nascosto di aver riflettuto a lungo sull’opportunità di menzionare il proprio orientamento durante la competizione. Alla fine lo ha fatto, raccontando: “Mi è stato chiesto di raccontare come avevo superato delle difficoltà, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia storia di coming out”. Un aspetto che considera centrale nella propria ‘crescita personale’: “Sono storie come queste che ci rendono unici, quindi non vedo alcun motivo per nasconderle”.

La febbre del “prima di”

Fin qui, tutto scorre come da copione. Una giovane donna condivide la propria esperienza, senza pretendere di farne un vessillo politico. È l’eco mediatica — e l’entusiasmo quasi coreografico con cui i titoli hanno celebrato “la prima Miss England apertamente gay” — a rivelare qualcosa di più profondo: la difficoltà collettiva di abbandonare le categorie identitarie come strumenti narrativi.

Sui social, il prefisso “apertamente” ha attirato più attenzione della persona. L’attore Andrew Scott, celebre per la parte del prete in Fleabag, l’ha sintetizzato bene: «Non sei mai a una festa a dire: “Questo è il mio amico apertamente gay”».  E poi: «Non dici che sei apertamente irlandese. Non dici che sei apertamente mancino. Perché mettiamo ‘apertamente’ davanti a quell’aggettivo?».

Eppure, la società appare più impegnata a congratularsi con sé stessa, a dirsi brava per essere stata “politicamente corretta”, ad avere incassato la vittoria radicale, che a celebrare la bellezza. 

Oltre la narrativa progressista

Insomma mentre la baraonda monta, Richardson racconta l”ovvio’. “La mia partner è venuta a ogni evento, quindi era abbastanza evidente”, afferma, aggiungendo di non rispecchiare lo stereotipo della “donna gay” immaginato da alcuni.

Nel frattempo difende il concorso, sottolineando come Miss England abbia eliminato la prova in costume da bagno sostituendola con una senza trucco. “Rivoluzione femminista”, griderebbero in molti.

Una vittoria personale, un trionfo pubblico esagerato

Richardson rappresenterà l’Inghilterra a Miss World, accanto a candidate provenienti da Paesi in cui essere gay è ancora illegale. “So che l’organizzazione di Miss World è di supporto”, afferma. Miss England, dal canto suo, l’ha incoraggiata: “Tu sei fiera di te stessa e noi siamo fieri di te”.

Tuttavia, resta l’impressione che la sua identità sia stata utilizzata più per autocelebrare un sistema desideroso di apparire progressista.

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di Alice Carrazza - 29 Novembre 2025