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I gialli di Leonardo e Michelangelo

Il tratto del mistero

“G” come genio e come giallo: tra il ritratto scomparso di Leonardo e lo schizzo segreto di Michelangelo riapparso, l’arte ridisegna il thriller

Un'indagine sul potenziale ritrovamento in Lucania di un autoritratto perduto del maestro da Vinci e la sensazionale riemersione di un rarissimo studio del Bonarroti per il piede della Sibilla Libica alla Sistina, riportano al centro dell'attenzione i misteri dei due grandi artisti universali

Cronaca - di Prisca Righetti - 27 Novembre 2025 alle 18:38

La storia dell’arte, si sa, ama i colpi di scena. Ma quando il mistero di una scomparsa di un’opera o il ritrovamento tardivo di un’altra riguardano giganti assoluti come Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, il giallo si tinge di epica. Dimostrando che, a cinquecento anni di distanza, il loro genio (e i loro cataloghi) sono ancora in grado di regalare sorprese da thriller.

Leonardo, il mistero del “ritratto perduto” su Museum Tv

E allora, a riaccendere le luci sul Maestro da Vinci è il documentario “Leonardo: il mistero del ritratto perduto”, in onda su Museum Tv – il canale interamente dedicato all’arte e alla cultura visiva – grazie al quale torna a rinverdirsi di nuova linfa vitale un giallo avvincente maturato nel cuore del Rinascimento italiano. Tutto ha inizio nel 2009, quando da una residenza lucana emerge un piccolo dipinto su tavola, incredibilmente simile all’autoritratto leonardesco conservato agli Uffizi.

Un documentario che segue le orme di un giallo

Potrebbe essere un inedito autoritratto? Da questa domanda nasce un’inchiesta che unisce storici, scienziati e forze dell’ordine in una missione degna di una spy story, che con una delle produzioni più suggestive del catalogo internazionale del canale, si interroga sull’aspetto reale dell’artista e sulla sua enigmatica figura e immensa eredità. Un giallo avvincente che esplora l’indissolubile rapporto tra arte e scienza, essenza stessa di Leonardo.

Prodotto da Zed e Sydonia Production, il film ricostruisce una delle indagini artistiche più sorprendenti degli ultimi anni. Tutto prende avvio nel 2009, quando in una residenza privata della Lucania viene scoperto un piccolo dipinto su tavola, quasi identico a un ritratto conservato alla Galleria degli Uffizi. Potrebbe trattarsi di un autoritratto di Leonardo da Vinci fino ad allora sconosciuto? E da questa domanda nasce un’inchiesta che si dipana come un vero e proprio thriller, intersecando i percorsi di storia, scienza e agenti di polizia, chiamati a fare luce su uno dei più affascinanti enigmi legati al maestro del Rinascimento.

Il potenziale ritrovamento in Lucania di un autoritratto perduto di Leonardo

E allora, attraverso testimonianze, ricostruzioni e spettacolari approfondimenti tecnici — dalla visione binoculare agli studi sulla luce, fino alla ricreazione della celebre Camera degli Specchi — il documentario esplora il rapporto tra arte e scienza che ha reso Leonardo un maestro inimitabile e un genio irripetibile. Al centro del racconto, anche la sfida di comprendere che aspetto avesse davvero l’artista: un mistero che le fonti storiche non riescono a risolvere completamente.

La sensazionale riemersione di un rarissimo studio di Michelangelo per la Cappella Sistina

Ma se per Leonardo il mistero riguarda un’opera perduta e potenzialmente ritrovata in Lucania, per Michelangelo il colpo di scena è una certezza: il ritrovamento sensazionale di uno studio preparatorio a sanguigna raffigurante il piede della Sibilla Libica, figura centrale della Cappella Sistina. Il piccolo foglio, rimasto per oltre due secoli in una collezione privata statunitense senza che il proprietario ne conoscesse l’autore, è riemerso grazie a una semplice e-mail inviata a Christie’s, attraverso cui il proprietario dell’opera richiedeva una valutazione alla filiale statunitense della casa d’aste

Scoperte eccezionali e business all’asta per i collezionisti

L’eccezionalità della scoperta, confermata da indagini scientifiche come la riflettografia infrarossa (IRR) che ha svelato schizzi anatomici sul retro, sta dunque nella sua assoluta rarità. Solo una cinquantina dei quasi seicento disegni superstiti di Michelangelo sono collegati al capolavoro della Sistina. L’opera, firmata in calce da “Michelangelo Bona Roti”, risale con ogni probabilità al 1511, proprio nel periodo in cui l’artista stava lavorando in vista della seconda fase di interventi sulla celebre volta vaticana.

Non solo. Questo studio del 1511 è il primo in assoluto a essere messo all’asta. Si tratta infatti di uno degli appena dieci disegni di Michelangelo Buonarroti attualmente appartenenti a privati. L’esperta Giada Damen, (responsabile del dipartimento dei disegni antichi di Christie’s) non a caso, vi ha colto «tutta la potenza della forza creativa» del maestro, percependo quasi l’energia fisica impressa nel gesso rosso sulla carta. Inoltre, come spiega Sky Arte, «dei quasi seicento fogli realizzati dal maestro e giunti a noi, solo cinquanta sono collegati al suo capolavoro pittorico, considerato una delle vette assolute del Rinascimento».

A inizio febbraio dunque l’opera sarà battuta presso la sede newyorkese della casa d’aste (per una cifra stimata intorno ai 2 milioni di dollari). Si tratta di un avvenimento storico, dal momento che sarà la prima vendita mai effettuata di uno studio di Michelangelo della Cappella Sistina.

 

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di Prisca Righetti - 27 Novembre 2025