La Campania al voto
Cirielli “abbatte” il “monumento” faraonico di De Luca: “Basta cemento selvaggio”. E Fico vuol farlo a pezzi…
Addio sogni di Faro, per la sinistra “deluchiana” in Campania. Il mausoleo che aveva in animo di far edificare, a spese dei cittadini, il governatore uscente Vincenzo De Luca per ospitare la sede del Consiglio regionale, se dovesse vincere il centrodestra non si farà. “Con me non si fa alcun Faro. Sono contro la cementificazione selvaggia e monumentale che violenta la storia architettonica di Napoli», ha detto con fermezza Edmondo Cirielli, il sottosegretario agli Esteri, candidato presidente in Campania. Per Cirielli “bisogna creare sviluppo ma evitando il consumo di suolo ulteriore in una città già particolarmente affogata tra le colline e il mare”. Il progetto della enorme “torre” da realizzare nella zona adiacente piazza Garibaldi, a due passi dalla Stazione Centrale in cui trasferire la Regione Campania, partorito dallo studio Zaha Hadid Architects, non piace nemmeno al vero candidato del centrosinistra, Roberto Fico, che non ha il coraggio di dirlo…
“Napoli ha bisogno di una grande azione di recupero urbanistico – ha aggiunto Cirielli da parte sua – di migliorare il verde, la viabilità non solo per i napoletani ma per i tanti che arrivano in città ogni giorno per lavoro. Vanno fatte cose che servono a far vivere meglio”, è stata la sua conclusione.
Cirielli boccia il Faro di De Luca
Settecentomila euro di preventivo, ma è solo una stima molto, molto prudente. “Il Faro” di Vincenzo De Luca, monumento a se stesso, alla sua Regione “de-schleinizzata”, era stato presentato ieri come un “simbolo dell’arte contemporanea, che in Italia non aveva finora grandi opere rappresentative”. Lo slogan è “Un Faro per la Campania, una nuova porta per Napoli”: è lo stesso studio che aveva realizzato il progetto per la stazione Tav di Afragola, quella a forma di nave, della defunta archistar iraniana. “Vogliamo organizzare un’opera di grande architettura contemporanea, un’opera che rappresenti l’identità moderna, attiva, positiva, dinamica, di Napoli, della Campania, dell’Italia. Vogliamo dare all’Italia un simbolo di identità moderna. In Europa non c’è un’opera di queste dimensioni, di questo valore, con questa carica simbolica”, aveva spiegato De Luca, in vero e proprio delirio di onnipotenza. E Fico? “Ci sono pezzi di questo progetto che possono funzionare, ma sono aspetti che vedremo dopo”. Pezzi. La prudenza non è mai troppa…