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Atreju centro di gravità (ormai permanente) della politica: l’unica vera agorà del confronto pubblico

Dialogo vs autoreferenzialità

Atreju centro di gravità (ormai permanente) della politica: l’unica vera agorà del confronto pubblico

Tiene banco l'accettazione "con riserva" da parte della segretaria dem di andare alla kermesse. La festa della politica di FdI si conferma momento catalizzatore di idee e di proposta politica. L'unico nel panorama italiano

Politica - di Antonella Ambrosioni - 27 Novembre 2025 alle 16:44

Elly, ti presento Atreju. In attesa dell’ufficialità, l’edizione 2025 della festa della destra italiana potrebbe passare agli annali come quella del confronto tra Giorgia Meloni e la segretaria del primo partito di opposizione Elly Schlein. Non è la prima volta che l’invito viene recapitato al Nazareno. Era accaduto nei due anni passati, ma la segretaria dem declinò. Quest’anno l’invito è stato di nuovo inoltrato e, stando all’indiscrezione del Corriere della Sera Schlein avrebbe intenzione di accettare l’invito a una sola condizione: confrontarsi direttamente con la presidente del Consiglio. Scontro diretto o niente. In attesa che la “riserva” della segretaria venga valutata dagli organizzatori della kermesse, un punto è certo: Atreju si conferma appuntamento ormai imprescindibile per la dialettica politica del nostro Paese. Evento a cui tutti gli addetti ai lavori guardano prendendo appunti e spunti. Centro di gravità della politica italiana. L’unico.

Atreju, l’unico appuntamento dove la dialettica politica è protagonista

Atreju, dunque. Il “laboratorio” Atreju. La piazza della destra – ora di governo – ha sempre voluto essere una vera e propria agorà. Il faccia a faccia tra due protagoniste della scena politica italiana – se ci sarà – non farebbe  che confermare alla festa di FdI l’imprimatur di momento catalizzatore di politica, propulsore di analisi, proposte e confronti con il “nemico”. Come da tradizione. Elly Schlein si è persa molto declinando l’invito dell’anno passato. Avrebbe visto e vissuto una piazza che negli anni è stata frequentata  in maniera significativa da tanta opposizione alla destra. Avrebbe constatato l’unicità di un appuntamento mai autoreferenziale, dal dna aperto e inclusivo. Momento in cui si fa il punto sui grandi temi. Con ospiti di caratura internazionale.

Quando la festa era calendarizzata a settembre, dettava i tempi della stagione politica dopo la pausa estiva. Ora, in versione natalizia, coniuga i temi della rinascita a quelli del grande racconto della Nazione: frutto dell’azione del governo di destra-centro. Ed è così che tutti, ma proprio tutti, guardano ad Atreju: le pagine politiche dei quotidiani attendono con ansia il programma e sono sintonizzate sui confronti tra avversari. Essere o no ad Atreju diventa notizia che battono le agenzie, diventa linfa per un titolo. Fratoianni non andrà, ha detto. Bonelli sì, Conte pure, pur masticando amaro per non avere avuto l'”onore” di un “scontro” diretto con Meloni («A me non fu concesso…»). Elly se ne sarà accorta: altro clima, altro stile, e ormai altro spessore rispetto alla mestizia delle Feste de l’Unità.

La decadenza delle Feste dell’Unità prive di slancio politico

Lo raccontano le cronache. Questa estate è stata annullata dopo 73 anni la storica Festa di Fiesole, per mancanza di volontari. La fatica di costruire momenti di novità politica è stata palpabile passeggiando per gli stand della Festa de l’Unità a Reggio Emilia – che pure celebrava gli 80 anni di vita. Atmosfera arroccata sulla difensiva politica, clima chiuso e autoreferenziale, diffidente verso il “nemico”. Niente spazio per gli avversari. Nel 1972, c’erano 4.607 feste dell’Unità, nel 1975 si era saliti a 7.059. Nel 2025, secondo fonti del Pd, sono 49. Anche la tradizionale Festa a Bologna è stata ridimensionata e trasferita in una sede più piccola (Parco Cevenini invece del Parco Nord). Restituiscono l’immagine di una totale mancanza di formule innovative, quasi la rinuncia a restituire appeal alla politica, alla proposta e al dialogo. Da oltre 25 anni è invece la kermesse di FdI a rappresentare l’unica novità: cultura, musica, intrattenimento, dibattito, avversari accolti con applausi, che rimangono pur sempre avversari. Una festa popolare che ha smentito fin dalle origini gli osservatori scettici e soppiantato vecchie, logore kermesse. Elly, ti presento Atreju…

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di Antonella Ambrosioni - 27 Novembre 2025