
La pressione sulle sanzioni
Ucraina, l’Ue condanna gli attacchi russi contro i civili e Kiev ringrazia gli Usa. Tajani: “C’è molto da fare”
In Ucraina continuano le ostilità, soprattutto dopo le rivelazioni del presidente Volodymyr Zelensky che ha annunciato l’accumulo do 100mila truppe russe nei pressi di Pokrovsk, roccaforte strategica al confine d’Europa, e che Mosca ha rivendicato come se fosse un suo territorio. A quanto pare, l’esercito del Cremlino starebbe preparando delle nuove offensive proprio in quel punto. Intanto, l’alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha condannato «i continui attacchi della Russia contro i civili e le infrastrutture civili, che costituiscono un’escalation deliberata e minano gli sforzi per la pace». Poi ha pubblicato una dichiarazione congiunta firmata da 26 stati membri, meno che dall’Ungheria, in cui si ribadisce che «gli attacchi intenzionali contro civili e obiettivi non militari sono crimini di guerra».
Anche la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha spiegato che «Putin è un predatore», durante la conferenza stampa a Helsinki, ricordando gli avvertimenti dei Paesi Baltici e gli attacchi informatici subìti dalle infrastrutture continentali. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, che parleranno con Donald Trump la prossima settimana, hanno evidenziato invece, nel corso di un punto stampa, che Francia e Germania continueranno ad esercitare nuove pressioni per le sanzioni, almeno finché la Russia non tornerà al tavolo dei negoziati. Lunedì, in un vertice a Shanghai, il presidente turco Recep Erdogan e Vladimir Putin si incontreranno per parlare del conflitto in corso.
l’Ucraina accoglie con favore l’impegno degli Usa e Zelensky chiede nuove sanzioni
«Ho informato l’inviato statunitense Steve Witkoff sui crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro le nostre città e comunità in Ucraina. In particolare, ho parlato del massiccio attacco con missili e droni su Kiev, che ha causato la morte di 23 persone, tra cui quattro bambini», ha scritto in un post su X Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino, a margine dell’incontro con l’emissario americano a New York. Poi ha aggiunto: «Purtroppo, la Russia non sta facendo nulla di necessario per porre fine alla guerra e sta chiaramente prolungando le ostilità. L’Ucraina accoglie con favore tutte le iniziative di pace proposte dagli Stati Uniti. Ma sfortunatamente, ognuno di questi progetti è stato bloccato dalla Russia».
«Contiamo che il 19esimo pacchetto di sanzioni dell’Ue sarà davvero forte», ha scritto in una nota social Zelensky, riferendo di aver avuto un incontro con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. «Abbiamo discusso dello sviluppo di garanzie di sicurezza. Sono ora in corso i lavori per finalizzare tutte le componenti, che saranno composte da tre blocchi». Successivamente ha parlato dei finanziamenti aggiuntivi e della nuova produzione di droni per contrastare l’avanzata russa.
Danneggiata la sede del British council a Kiev. Intanto, le Chiese si appellano al Papa per gli ostaggi
Nel frattempo, la sede del British Council a Kiev è stata resa inagibile dall’attacco aereo russo che l’ha colpita, causando gravi danni. A dirlo è il direttore Colm McGivern, dopo il grande attacco russo con droni e missili sulla capitale ucraina. Nel frattempo, il Consiglio panucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose ha scritto a Papa Leone XIV con la richiesta di continuare il suo impegno umanitario, affinché tutti i prigionieri di guerra e i civili ucraini possano tornare a casa dalla prigionia russa.
Tajani: «Manca ancora tempo per la fine della guerra»
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, infine, ha avvisato che, nonostante l’incontro tra Putin e Trump in Alaska, non è «molto ottimista sul fatto che ci possa essere un incontro in tempi brevissimi». E che vale lo stesso per la cessazione delle ostilità. «Se va bene arriviamo alla fine dell’anno», ha aggiunto. Spiegando che «quindi c’è ancora molto da fare, molto da lavorare. E, ripeto, bisogna dar forza all’Ucraina perché possa essere un interlocutore nei confronti di Mosca, e non una vittima che deve piegare la testa».