
Non solo sbarchi...
Migranti, allarme tubercolosi sulla Ocean Viking: la Ong protesta, ma il Viminale tiene duro sulla linea della sicurezza
Non è solo una questione di approdo e punto d'arrivo: con la nave in quarantena si complica lo sbarco e si allungano i tempi. E finisce in polemica tra accuse (dalla Ong all'esecutivo) e misure sanitarie imprescindibili. E un'epidemia sospetta complica il rapporto tra autorità e Ong che, non ci sta, e tira la corda...
La sicurezza innanzitutto. Di tutti. E su tutto. Così, mentre su iniziativa del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, questa sera al Viminale si terrà un incontro con i suoi omologhi di Parigi e Berlino, ossia i ministri dell’Interno della Francia, Bruno Retailleau, e della Germania, Alexander Dobrindt – con al centro dei colloqui il nuovo regolamento europeo sui rimpatri e lo sviluppo delle politiche di contrasto all’immigrazione irregolare – dopo la vicenda degli spari libici sulla Ocean Viking, ora si diffonde un altro allarme.
Migranti, Piantedosi incontra gli omologhi di Parigi e Berlino, e intanto sulla Ocean Viking sale l’allarme tubercolosi…
Un allarme, in questo caso, di tipo sanitario. E inerente il rischio di una sospetta epidemia di tubercolosi a bordo della nave della Ong Sos Mediterranee, il cui personale è ancora bloccato a causa di protocolli sanitari e verifiche in corso. Una notizia annunciata in una nota diffusa dalla stessa organizzazione non governativa. E rilanciata in queste ore anche dal Corriere della sera e da altri siti…
Allarme salute a bordo della nave della Ong
Dunque, riavvolgiamo il nastro. E torniamo per un istante a lunedì 25 agosto, quando – come riporta Libero tra gli altri – equipaggio e 87 migranti sono approdati ad Augusta, in Sicilia, e durante lo sbarco un minore non accompagnato è stato messo in isolamento dall’Usmaf (le autorità sanitarie italiane responsabili della valutazione sanitaria all’arrivo). E pertanto sottoposto a test per la tubercolosi (Tbc): una verifica che ha dato esito positivo.
Tubercolosi sulla Ocean Viking? Il caso, i controlli, i tempi
«Il caso – come riferisce anche il sito di Pressenza-International Press agency – era stato precedentemente identificato dal personale medico di Sos Mediterranee-Ifrc a bordo, che aveva attivato la procedura di isolamento, come previsto dalle linee guida mediche ufficiali. E aveva indirizzato il paziente alle autorità sanitarie italiane per il follow-up medico all’arrivo. Di conseguenza, le autorità sanitarie italiane non hanno concesso la “libera pratica” alla Ocean Viking: una dichiarazione necessaria per consentire all’equipaggio di sbarcare a seguito della certificazione di esenzione da malattie infettive della nave da parte delle autorità sanitarie competenti».
I test e l’attesa per il responso
Arriviamo così a mercoledì 27 agosto quando, nella mattinata, il personale sanitario italiano è salito a bordo della nave per sottoporre tutti i membri dell’equipaggio al test di Mantoux (test cutaneo alla tubercolina). I risultati dell’esame, come noto, sono disponibili tra le 48 e le 72 ore successive. Pertanto sono attualmente attesi tra oggi (venerdì 29 agosto ndr), e domani, sabato 30 agosto. Non solo. A fronte dei risultati va tenuto in considerazione che i soggetti vaccinati potrebbero presentare una reazione positiva. E in tal caso, l’Usmaf informa che i soggetti con risultati positivi saranno sottoposti a radiografia del torace per escludere un’infezione attiva.
Ma la Ong non ci sta…
Nel frattempo, però, come riporta lo stesso Corriere della sera, Sos Mediterraneé, l’associazione a cui fa capo la Ocean Viking, ha protestato interpretando le misure precauzionali come «un altro gesto di ostilità da parte del governo nei confronti di chi presta soccorso in mare». E sottolineando a latere: «Siamo profondamente preoccupati per questa situazione, poiché la logica di una procedura così prolungata rimane poco chiara e incoerente con gli standard medici internazionali sulla prevenzione e il trattamento della tubercolosi».
E ancora. «Il sopravvissuto è stato immediatamente isolato a bordo dal nostro equipaggio, riducendo al minimo le interazioni. E utilizzando sempre i Dpi, prima di essere indirizzato all’Usmaf come da prassi consolidata. I test di Mantoux sono stati eseguiti meno di 96 ore dopo il primo contatto. Un lasso di tempo in cui l’infezione non può essere rilevata» lamentano dalla Ong.
Incalzando contestualmente: «Dopo che la Guardia Costiera libica ha sparato al nostro team domenica scorsa, siamo ora costretti a sopportare questo isolamento ingiustificato a bordo – ha dichiarato Angelo Selim, coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso a bordo dell’Ocean Viking –… Impedendoci di prendere le distanze fisicamente e mentalmente dall’evento traumatizzante».
Le Ong tirano la corda di rapporti tesi…
Dunque, anche questa appendice dell’ennesimo sbarco si aggiunge alle recenti tensioni tra il Viminale e le organizzazioni non governative, con il caso della nave Mediterranea a far da cuneo, evidenziando un punto di rottura e un braccio di ferro che non accenna ad allentare la sua morsa.
Da un lato, il governo ha l’obbligo di tutelare la sicurezza nazionale e di contrastare l’immigrazione clandestina: un fenomeno che troppo spesso si lega a dinamiche complesse e a organizzazioni criminali. Rispetto al quale, le misure adottate, sebbene percepite da molti come restrittive, sono motivate dalla necessità di ripristinare un controllo sui flussi migratori e di far rispettare le leggi dello Stato.
Dall’altra, recriminazioni e rimpalli polemici rinnovano una sfida, alacremente in corso per l’Italia, e per l’Europa intera, di trovare un punto di equilibrio. Ma se di mezzo ci si mette anche il potenziale rischio tubercolosi, e la necessità di tutelare la sicurezza sanitaria, i tempi si allungano. E le tensioni aumentano…