
Scontro totale
Leoncavallo, battaglia sul trasloco. De Corato e i residenti contro il Comune: e parte la petizione online per dire no alla nuova sede
Leoncavallo, la possibilità di una nuova sede scatena le ire dell'esponente di FdI e dei residenti, con tanto di petizione lanciata online contro la prossima location del centro sociale, sostenendo che l'immobile di "Via San Dionigi" non sia idoneo, anzi: di più, "totalmente inadeguato". In arrivo un esposto alla Magistratura?
La possibile assegnazione di una nuova sede al Leoncavallo, il centro sociale milanese finito nel mirino della cronaca (e nel cuore del dibattito politico), sta accendendo un nuovo fronte di scontro. A sollevare il caso è l’onorevole Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), che si fa portavoce della protesta dei residenti di Via San Dionigi, dove è prevista la nuova struttura. Le accuse sono pesanti e mettono in discussione la natura stessa del centro, riconosciuto come un luogo di illegalità e violenza, in totale contrasto con i requisiti del bando comunale.
Leoncavallo, la nuova sede scatena le ire di De Corato e residenti
Il dibattito non è solo politico, ma tocca temi di convivenza civile e sicurezza. Con una petizione online già attiva che chiede di bloccare il progetto. De Corato non usa mezzi termini, e annuncia l’invio di un dossier alle autorità giudiziarie per denunciare quella che definisce una scelta «totalmente inadeguata». L’ombra del «favoritismo» e della «violazione dei requisiti di legge» aleggia su un’assegnazione che, secondo il deputato, è già decisa in partenza. Una storia vecchia, quella tra il Leoncavallo e la città di Milano, che continua a fare discutere e a dividere, tra chi lo difende come un baluardo di cultura alternativa. E chi lo considera un problema di ordine pubblico da risolvere.
Leoncavallo, De Corato: una petizione online per dire no a una nuova location
«Ma come può il Leoncavallo, frequentato da picchiatori, violenti, abusivi ultratrentennali e autori di innumerevoli attività illecite, rispettare i progetti di interesse sociale che il Comune richiede nel bando di assegnazione dell’immobile di Via San Dionigi? Un altro fattore importante, contenuto nei requisiti per gli assegnatari, è il fatto che gli stessi dovranno essere aperti al quartiere. Quest’ultimo, a cominciare da numerosi residenti che hanno anche indetto una petizione online per dire “No al Leoncavallo”, è totalmente contrario».
Associazioni e cittadini sulle barricate
Non solo. «Assieme ai residenti della zona di San Dionigi – sottolinea De Corato – si sono aggiunti il Centro Nocetum fondato da Alessandra Kusterman, una realtà Comunità Educativa per donne in situazione di disagio e fragilità sociale con i loro bambini. E Italia nostra-Porto di Mare, un’altra associazione, con tutti non hanno dubbi che questa scelta, del Leonka lì, è totalmente inadeguata», rilancia e incalza il deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle giunte di centrodestra milanesi.
Leoncavallo, da De Corato alle associazioni, parte una nuova battaglia
Che poi chiosa con nettezza: «Siamo di fronte ad un bando che si sa già chi saranno gli assegnatari. Chiederò su questo bando le opportune verifiche da parte della Procura contabile e penale. E se gli assegnatari sono quelli che sappiamo, manderò il dettagliato dossier sul Centro Sociale “il Leoncavallo”, già consegnato al ministro degli Interni Piantedosi. Alla stampa. E alla stessa Magistratura». E questo, ci pare di capire, è solo l’inizio di una nuova battaglia, ancora lunga da combattere…