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Sandro Ruotolo

Comanda solo il Rais

I giramenti di baffi di Ruotolo: “Una ferita l’accordo con De Luca, noi che abbiamo sostenuto Elly non siamo contenti”

L'eurodeputato ammette il "dolore" per com'è andata in Campania e cerca di consolarsi raccontandosi - e raccontando - una storia secondo cui l'era del governatore sarebbe finita. Ed è sempre... progressisti su Marte

Politica - di Gianni Giorgi - 29 Agosto 2025 alle 10:31

Un famoso politico pugliese degli anni ’90, che non coltivava la passione per le citazioni e il latino, descrisse un avversario definendolo, “un tipo sui genesis”. Senza scomodare Phil Collins, Sandro Ruotolo, ex Sancho Panza di Michele Santoro e oggi eurodeputato Pd, dopo avere dovuto deglutire la cicuta dell’accordo con Vincenzo De Luca, ha avuto il coraggio di ammettere che “mi ha provocato una ferita, io e gli altri amici che abbiamo sostenuto Elly Schlein non siamo certo contenti”. Cercando, però, l’autoconsolazione: ha considerato finita l’era del Rais, mentre anche le pietre dei vicoli napoletani sanno che il vero padrone della sinistra in Campania è sempre di più il Governatore.

Le parole di Ruotolo

“L’era De Luca è finita, e ora prende finalmente il via la stagione del campo largo. Schlein aveva già detto molti mesi prima che non ci sarebbe mai stato un terzo mandato per lui. La Consulta ha sancito un fatto politicamente già deciso. Però la macchina del partito è una cosa più complessa. Noi dell’area Schlein abbiamo ottenuto un accordo sulla guida unitaria del Pd campano. Si passerà da una gestione monoteistica a una plurale. Finalmente avremo un candidato esperto, non un Masaniello”. Fin qui le dichiarazioni di Ruotolo, in un’intervista al Fatto Quotidiano. Che è veritiera come i discorsi di Forlani. Perché l’accordo di cui parla in Campania è una resa incondizionata al Rais. E glielo ricordiamo nei dettagli.

Il partito e la Regione in mano ai De Luca’s

Ruotolo non dice ciò che tutti sanno. Il Pd passerà nelle mani di Piero De Luca, il primogenito di Don Vincenzo. Con un congresso unitario, che significa unico candidato. Una botta tremenda per lui, Michele Sarracino e tutti i vecchi avanguardisti che volevano mettere all’angolo la figura del presidente uscente dalla Campania.

Ma il contratto capestro non si ferma qui. Perché De Luca presenterà una sua lista, forte, e avrà in cambio da Roberto Fico, se sarà eletto, due assessorati regionali, compreso quello della sanità che è di gran lunga il più importante, oltre che un gruppo di consiglieri determinanti. Se questa è un’eclissi, Ruotolo è su un’orbita lunare.

Masaniello è cresciuto

A proposito di Masaniello, che per Ruotolo ovviamente è Vincenzo De Luca, basta citare Pino Daniele: “Masaniello è cresciuto, Masaniello è turnat”. Vincenzo De Luca ha avuto lo stop del terzo mandato dalla Corte costituzionale. Ma si è attrezzato per prendersi tutto: il partito, l’assicurazione sul futuro del figlio parlamentare, la nuova giunta regionale. 

Il tressette di Ruotolo e Schlein

Nel tressette di Ruotolo e di Elly Schlein, Vincenzo De Luca ha in mano “tre 3, tre 2 e una napoletana”. È destinato a fare cappotto e a non lasciare un buco di ossigeno al resto del partito. Sarà lui a comandare. Se questa è “un’era finita”, qualcuno faccia tornare l’ex delfino di Santoro dalla Luna. La sua Apollo 11 rischia di perdersi nello spazio. E De Luca potrebbe chiudere perfettamente con la frase cult irripetibile di “Je so pazzo”. Intelligenti pauca.

 

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