
Le verità scomode/2
Elly dà i numeri al Lotto: il fact checking di Pagella Politica smonta le chiacchiere della segretaria contro il governo
I conti di Schlein non tornano: dal lavoro alla sanità, numeri sbagliati, vecchi e omessi per sostenere la tesi del disastro. E poi continua a dire che è l'esecutivo a "negare la realtà"...
Elly, ma che dici? Con un’intervista a Repubblica, la segretaria del Partito Democratico ha replicato al discorso di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini. Peccato che, invece di confutare la premier, abbia finito per inciampare nei propri argomenti. Strano, vero? Otto dichiarazioni, analizzate da Pagella Politica, rivelano un rosario di imprecisioni, esagerazioni e dati tirati a piacere. Il tutto, accusando Meloni di aver pronunciato un intervento «autocelebrativo» e «che nega la realtà». Realtà che a ben vedere è lei stessa a negare.
Centri in Albania: “Hanno buttato un miliardo”
«[In Albania] hanno buttato un miliardo». Quel “buttato” già tradisce il fastidio per un’operazione che Schlein non ha mai digerito. Ma il punto è un altro: il miliardo non esiste. La cifra non compare in bilancio. I centri per migranti, tra costruzione e gestione, potrebbero costare al massimo 700 milioni, spalmati su cinque anni. Dunque: nessun miliardo, niente gettato a mare, solo una sparata utile a scaldare la base ma inutile alla verità.
Fondo affitti: “Tolto dal governo”. No, siete stati voi
«L’unica cosa che hanno fatto [il governo] è stato togliere il fondo per l’affitto, 330 milioni per chi rischiava lo sfratto». Qui siamo al déjà vu. Schlein racconta l’eliminazione di un fondo che in realtà, come previsto da una legge del 1998 era già stato lasciato senza rifinanziamenti in passato. E indovina, indovina, da chi? Dal grillino Giuseppe Conte, alleato dei dem alle prossime tornate elettorali regionali e dal tanto celebrato dai compagni, niente di meno di Mario Draghi.
Energia: “Le bollette più care d’Europa”
Quanto all’affermazione secondo cui il governo non farebbe nulla per «impedire di avere le bollette più care d’Europa». Pagella Politica ha ricordato che non è affatto vero che gli italiani paghino i conti più cari d’Europa. E per le imprese, anzi, il nostro Paese si difende meglio della media. Schlein, però, preferisce la drammatizzazione: un modo per agitare paure più che per informare.
Ore lavorate: “Non aumentano”. Sì, invece
Non potendo negare l’aumento dei posti di lavoro, Schlein si è appellata alle ore lavorate. «Non aumentano», ha sostenuto. Ma anche questo è falso: le ore lavorate in Italia, secondo i dati Istat del primo trimestre del 2025, sono aumentate dell’1% rispetto al trimestre precedente. E si registra una crescita dell’1,1% su base annua.
“Giovani disoccupati”. Elly smentita dai dati
«L’occupazione è aumentata tra gli over 50, mentre i giovani fanno fatica come prima». La sinistra segretaria si affida al sentito dire, e viene messa con le spalle al muro dai verificatori. L’occupazione è salita sia tra gli over 50 (dal 62,2% al 67,2%) sia tra i Millennials — dai 25 ai 34 anni — (dal 66,6% al 68,8%). E a trainare sono stati i contratti a tempo indeterminato.
Occupazione femminile? Cifre superate
«Il 31,5% delle donne occupate lavora in part-time contro l’8% degli uomini». Schlein cita numeri vecchi, riferiti al 2023, per presentare una situazione diversa dalla realtà. Nel 2024, infatti, la percentuale è scesa al 29,9% per le donne e al 7% per gli uomini. Il divario resta, ma anche qui il Paese si muove – mentre il Pd resta fermo scollegato dai cambiamenti.
Sanità? Va male grazie a voi
Quanto alla sanità, Schlein ha detto che «secondo l’Istat sono sei milioni di italiani, erano quattro e mezzo un anno prima». La dichiarazione è quasi corretta: nel 2024 sono 5,8 milioni le persone che hanno rinunciato ad almeno una visita specialistica, contro i 4,4 milioni del 2023. Lo rileva anche Pagella Politica, che però, si limita al contenuto di questa affermazione. Mentre Elly dimentica di dire che questa tendenza è in atto da tempo e che il governo ha lavorato per porvi rimedio, aumentando come mai prima d’ora il Fondo Sanitario Nazionale (136,5 miliardi di euro per il 2025) e mettendo in campo ulteriori stanziamenti, tra i quali quello per le liste d’attesa che ammonta a 3 miliardi per il 2024 e a 4,2 miliardi a decorrere dal 2026.
La solita solfa del salario minimo
«Il salario minimo che c’è in ventidue Paesi». Sì, è vero. Sono 22 su 27 gli Stati Ue che hanno un salario minimo legale. Ma non è questa l’eccezionalità. Il vero punto è che proprio nei Paesi che non lo prevedono (Italia, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia), il sistema contrattuale funziona in modo tale da garantire retribuzioni dignitose attraverso la contrattazione collettiva. Se si guarda solo al numero, si capisce poco. Se si guarda al contesto, si capisce tutto.
L’opposizione che non fa i compiti
Resta l’impressione di una leader dell’opposizione che, pur di colpire la destra, rinuncia alla verifica dei fatti. In un Paese che avrebbe bisogno di confronto serio, la demagogia numerica non aiuta. E quando si preferisce il titolo — su Repubblica — al contenuto, il rischio è che a perdere sia proprio la credibilità dell’alternativa.