
Crisi abitativa
Case ai giovani? Finora solo col mutuo di mamma e papà. Ecco perché il piano del governo è una svolta necessaria
Il 60% dei Millennials non può permettersi un tetto di proprietà. Uno su tre ce la fa solo grazie all'aiuto di mamma e papà, ma si ritroverà a pagare il debito per trent'anni
C’è un dato che basta da solo a smascherare l’ipocrisia di chi, per anni, ha gestito le grandi città con l’arroganza ideologica del cemento facile e dell’edilizia sociale mai nata: ben sei Millennials su dieci, tra i 29 e i 39 anni, non riescono ad acquistare una casa. Più di un milione di giovani italiani resta quindi privo di un tetto di proprietà. Non per scelta, ma per mancanza di mezzi economici.
Casa ai giovani, solo se pagano mamma e papà
Lo dice un’indagine commissionata da facile.it all’istituto mUp Research. Una fotografia impietosa della realtà: per molti comprare il primo bene è possibile solo grazie all’aiuto dei genitori. Tra chi è riuscito a firmare un atto di compravendita negli ultimi cinque anni, quasi uno su tre infatti ha dovuto ringraziare mamma e papà per aver messo mano al portafoglio. Senza di loro, niente indipendenza, niente futuro. E soprattutto: niente casa.
Milano e Roma, due modelli falliti
Questa crisi abitativa non è un fenomeno improvviso. È il risultato diretto di politiche urbane fallimentari. A Milano, la giunta progressista ha trasformato il diritto alla casa in un miraggio per studenti e famiglie, alimentando una bolla speculativa che arricchisce pochi e sfratta molti. A Roma, l’inerzia amministrativa ha lasciato marcire il patrimonio pubblico, mentre gli affitti lievitano e i quartieri popolari si spopolano o si degradano. I sindaci di sinistra, paladini della retorica ambientalista e della pianificazione partecipata, si sono dimenticati delle persone.
Mutuo, garanzia e precariato
L’indagine dice che il mutuo rimane l’unica via per chi vuole comprare casa. Il 69% degli acquirenti under 40 si è rivolto a un istituto di credito. Ma non basta varcare la soglia di una banca per risolvere il problema. «Acquistare casa non è sempre facile, soprattutto per i più giovani, che spesso non possono contare su un lavoro stabile o risparmi importanti», spiegano gli esperti. Aggiungono che «strumenti come il Fondo di Garanzia Prima Casa sono quindi fondamentali, come dimostrato dai numeri ufficiali: da quando è operativo, sono stati erogati più di 350.000 mutui under 36 coperti dalla garanzia statale».
Il Fondo, recentemente rifinanziato con 30 milioni di euro per il 2025, è l’unica ancora lanciata dallo Stato a chi affonda nel mare del precariato. A parlare sono le cifre: chi ha ottenuto un mutuo nei primi sei mesi dell’anno corrente ha chiesto, in media, 146.000 euro da restituire in 28 anni. Con una rata mensile da 650 euro e un valore dell’immobile intorno ai 180.000 euro.
Il piano casa di Meloni: una svolta necessaria
In questo contesto, l’iniziativa del governo Meloni con il nuovo Piano Casa non è una promessa elettorale, ma una risposta dovuta. Non si tratta di “aiutare i giovani”, come dicono i soliti buonisti. Si tratta di restituire a una generazione il diritto elementare a costruire una vita autonoma. E farlo senza umiliarli, senza costringerli a restare nel limbo dell’affitto eterno o nella cameretta dell’infanzia.
Il paradosso è che oggi, per avere una casa, bisogna avere già una famiglia solida alle spalle. È necessità. L’ascensore sociale è rotto, e chi governa le metropoli — non a caso del Pd — ha buttato via la chiave. Ora tocca allo Stato metterci una pezza.