
Allargare il tavolo
Tajani a Washington punta tutto su un patto transatlantico: “Un mercato comune senza barriere tra Usa, Ue, Canada e Messico”
Il vicepremier in missione negli Stati Uniti: dazi, difesa comune e scenari geopolitici mediterranei al centro dei colloqui: "America ed Europa sono le due facce della stessa medaglia. Siamo l'Occidente e dobbiamo lavorare insieme per la pace e la stabilità"
A Washington, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani è andato «a trattare a testa alta», come ha dichiarato lui stesso. Lo ha fatto incontrando il segretario di Stato Marco Rubio, il senatore Jim Risch, il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer e diversi esponenti del mondo economico americano e italo-americano. Una maratona diplomatica, tutta compressa in poche ore, ma orchestrata con la consapevolezza di chi sa che il tempo per evitare una guerra commerciale si sta assottigliando. «Il mio mantra è: nessun dazio fra Europa e Stati Uniti. Mi rendo conto che non è semplice, ma è l’unico modo per far crescere insieme le nostre economie».
Tajani a Washington: “Dobbiamo arrivare a un accordo sui dazi”
Nel colloquio con Rubio, riferisce la Farnesina, si è discusso a lungo di «relazioni transatlantiche, Ucraina, Medio Oriente, Libia, Libano». Ma il cuore della visita resta la partita tariffaria. «Sui dazi dobbiamo arrivare a un accordo e per questo dobbiamo parlare e parlare, in quanto vogliamo raggiungere un’intesa che sia win-win», aveva già dichiarato il ministro a Fox Business. «L’obiettivo finale è avere una grande area di mercato che includa l’Europa, l’America, il Canada e il Messico. Ma dobbiamo lavorare per un accordo entro il 1° agosto. L’Italia è pronta a investire di più. E l’America è un buon Paese per farlo». Idea che a margine dei bilaterali chiama «il sogno da realizzare».
L’intesa, però, non si costruisce solo con le buone intenzioni. Bruxelles ha già predisposto una lista da 72 miliardi di euro di controdazi, che colpirebbero simboli del made in Usa come il bourbon del Kentucky e componenti della Boeing. «La competenza è dell’Unione europea, noi sosteniamo l’azione del Commissario Sefcovic». L’Italia — ha precisato Tajani — «sostiene la posizione della Commissione, facendo l’interesse dei prodotti italiani e della nostra industria che non deve essere danneggiata da un accordo sulle tariffe».
“Siamo l’Occidente, dobbiamo lavorare insieme”
La posta in gioco è alta, e Tajani lo sa: «Voglio essere ottimista perché l’America e l’Europa sono le due facce della stessa medaglia. L’America è il nostro migliore amico nel mondo, per l’Italia è importante rafforzare i legami tra Roma e Washington». Per questo, ha precisato, «stiamo lavorando con Rubio e lo stesso fanno la presidente del Consiglio Meloni ed il presidente Usa Trump».
«Noi siamo l’Occidente – ribadisce Tajani – e dobbiamo lavorare insieme per la pace e la stabilità e la crescita nel mondo, in Europa, in America, nella regione del Pacifico, in Africa e nel Medio Oriente». Un’idea di politica estera in cui le democrazie occidentali tornano a fare blocco, nella difesa dei «nostri valori comuni, il libero mercato e la libertà».
“Serve una strategia unica per l’Ucraina”
La guerra in Ucraina, in particolare, resta il nodo gordiano dello scacchiere internazionale. E su questo, Tajani è stato netto: «Vogliamo raggiungere la pace, ma dobbiamo convincere Putin. Ora l’unica soluzione è inviare messaggi forti alla Russia», ha spiegato alla Fox. «Sanzioni e dazi». Poi ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di un’unica strategia per la protezione dell’Ucraina e per raggiungere la pace». Una posizione condivisa con l’amministrazione americana. «Sono totalmente d’accordo con il presidente Trump. Dobbiamo essere forti in questo momento».
Tajani: “La nostra sicurezza vale il 5% del Pil”
Sul fronte della difesa, Tajani rilancia inoltre l’impegno italiano: «È corretto raggiungere il 5% del nostro Pil per la nostra sicurezza. L’Italia è totalmente impegnata su questo e siamo pronti a fare di più». Una dichiarazione che rafforza la linea già tracciata da Meloni: maggiore autonomia strategica europea, ma sempre in chiave atlantica. «C’è un forte pilastro americano — ha continuato il ministro — e dobbiamo rafforzare il secondo pilastro: il pilastro europeo, per lavorare insieme per la pace e la stabilità nel mondo».
Africa e Libia nell’occhio geopolitico
Durante la giornata Tajani ha incontrato anche Massad Boulos, consigliere speciale per l’Africa del presidente Trump. Al centro dell’incontro, la situazione libica e i nuovi equilibri nel Mediterraneo. Una presenza attiva dell’Italia appare più che mai indispensabile per la stabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente. E in una nota il portavoce del dipartimento di Stato, Tammy Bruce, conferma: «Insieme al segretario di Stato hanno esaminato il cessate il fuoco tra Israele e Iran e discusso i prossimi passi per garantire che l’Iran non possa mai sviluppare o acquisire un’arma nucleare».