
Il report
Bankitalia promuove i conti: in calo il debito pubblico, meno dieci miliardi rispetto al mese scorso
Buone notizie sul fronte dei conti pubblici. Lo scorso maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 10,0 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.053,5 miliardi. Il decremento riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (23,2 miliardi, a 46,2), parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (12,1 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,2 miliardi). Lo indica la Banca d’Italia nel bollettino di luglio su fabbisogno e debito. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la diminuzione del debito è imputabile a quello delle Amministrazioni centrali (10,0 miliardi); il debito delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti invariati.
Il debito delle amministrazioni pubbliche (spesso chiamato semplicemente debito pubblico) è il totale dei debiti contratti dallo Stato e dagli altri enti pubblici (come Regioni, Comuni, enti previdenziali, ecc.) per finanziare le proprie attività quando le entrate (come le tasse) non bastano a coprire le spese. In altre parole, è la somma di tutti i prestiti che lo Stato ha contratto nel tempo e che deve ancora restituire, comprensivi degli interessi.
A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono invece state pari a 43,6 miliardi, in aumento dello 0,7 per cento (0,3 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. Nei primi cinque mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 213,5 miliardi, in aumento del 3,3 per cento (6,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.