Nei guai don Zeno, il prete dei migranti: lucrava sull’accoglienza, dopo lo scandalo delle prostitute
Senza categoria - di Luca Maurelli - 28 Maggio 2024 alle 15:52
Soldi sulle spalle dello Stato e con la scusa dell’accoglienza. Nuovi guai per il prete novarese don Zeno Prevosti, già coinvolto in uno scandalo di prostituzione, sospeso dal Vaticano e oggi coinvolto in un’inchiesta sui proventi dei traffici legati all’accoglienza dei migranti.
Don Zeno, rinvio a giudizio per gli affari sui migranti
La procura novarese ha chiesto il rinvio a giudizio per don Zeno Prevosti. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti è truffa ai danni dello Stato. Grazie al residence “Cristina” di via Ravenna, riconducibile a una sua società, il sacerdote avrebbe ottenuto contributi pubblici non dovuti per l’accoglienza di profughi. Una cinquantina in tutto quelli ospitati a suo tempo. Ma il sito, secondo l’Asl che aveva effettuato un sopralluogo, non aveva i requisiti igienico-sanitari necessari, considerato che erano stati trovati, tra l’altro, degli scarafaggi. Questa vicenda è direttamente collegata con le indagini che tra il 2018 e il 2019, dopo la denuncia di due trans, avevano accertato l’esercizio della prostituzione nelle stanze del residence “Emanuela” di Novara, sempre collegato a don Zeno. Il prelato, con due imprenditori, è accusato anche di aver partecipato a gare grazie a una serie di documenti falsi, attestando la presenza di volontari mediatori ed educatori culturali in realtà assenti o in numero nettamente superiore a quelli disponibili, inserendo dati non corretti sulla pianta organica nei registri, e concordando con alcuni fornitori ordini fasulli o «gonfiati» di prodotti o servizi a favore degli stranieri. Dalla vicenda legata alla prostituzione, don Zeno era uscito con un’archiviazione.
Ultima notizia
Gli auguri della premier
Suor Monia Alfieri ringrazia la Meloni per “quanto fa per gli italiani”, poi asfalta gli haters di sinistra
Cronaca - di Monica Pucci