Raimo accende la miccia e poi si lamenta per lo striscione offensivo dei laziali: “Maiale, quanno te pare”

1 Apr 2024 17:09 - di Redazione
Raimo

E’ un classico: accendere la miccia e poi ritrarsi inorriditi quando il fuoco divampa. Eppure Christian Raimo, che è un docente orgogliosamente attivo nella scuola pubblica, dovrebbe essere abituato a pesare le parole, a valutarne le conseguenze. Dunque anche quelle derivanti dal suo aver detto, durante un programma televisivo, che lui a scuola insegna ai suoi studenti che la violenza è giusta per difendere la democrazia e che dunque i neonazisti bisogna picchiarli. Un dovere etico, e ovviamente antifascista. Ma le sue parole sono state contestate anche dagli esponenti di sinistra presenti in tv.

Raimo aveva certo messo in conto le polemiche, sicuramente addirittura cercate. Ma ora si lagna perché la sua istigazione alla violenza (deplorevole e da respingere) ha generato una risposta altrettanto violenta con lo striscione firmato dagli ultras della Lazio circolato sui social: “Raimo maiale… quanno te pare“. C’è da augurarsi che questa fiammeggiante dialettica si spenga da sé e che le intemperanze del docente che si sente già col fucile in montagna a combattere i neonazisti veri o immaginari abbiano un argine definitivo, sia da parte di Raimo che da parte dei suoi denigratori.

Anche perché le sue parole sono ora oggetto di una interrogazione annunciata su X da Rossano Sasso, ex sottosegretario all’Istruzione. “Questo signore, tale Raimo, cerca visibilità e meriterebbe solo indifferenza. Ma oggi ho scoperto che è un docente e che in classe istigherebbe alla violenza. Se inciti alla violenza non puoi insegnare, caro ‘collega della Salis’. Interrogazione in arrivo per tale ‘insegnante’ “.

Intanto Raimo denuncia che la foto dello striscione degli ultras laziali ha avuto ben 5mila like. E si paragona pure, lui che è un pro-Palestina convinto, agli ebrei perseguitati dai nazisti: “Sta roba del maiale dev’essere una citazione dei giornaletti nazisti degli anni ’30 che davano del porco, Judensau, agli ebrei”. In definitiva il docente appare un po’ in difficoltà: anziché cercare neonazisti da picchiare ora sembra essere in cerca di solidarietà, per non essere lambito dall’incendio lessicale che lui stesso ha voluto far propagare.

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