Saviano in difesa dei “mostri” di Ponticelli che uccisero due bambine: “Sono innocenti” (video)

19 Gen 2024 15:28 - di Marta Lima

Barbara Sellini e Nunzia Munizzi erano due bambine di 7 e 10 anni che abitavano nello stesso palazzo nel quartiere di Ponticelli, alla periferia di Napoli. Il 3 luglio 1983 i loro corpi carbonizzati furono trovati ore dopo la loro scomparsa, avvenuta il giorno precedente, in un canalone della zona periferica est di Napoli. Vittime, secondo la ricostruzione, di un duplice omicidio ricordato come uno dei più sconvolgenti casi della cronaca nera e passare alla storia come “il massacro di Ponticelli”. Per quel massacro furono condannati all’ergastolo Ciro Imperante, Giuseppe La Rocca e Luigi Schiavo, oggi uomini liberi dopo aver scontato 27 anni in carcere a seguito della sentenza definitiva all’ergastolo che gli fu inflitta all’esito del processo per il duplice omicidio. Si sono sempre detti innocenti sostenendo di essere vittime di un clamoroso errore giudiziario, negando un coinvolgimento nella terribile spirale di orrori.

I dubbi sulle condanne sottoposti anche alla Meloni

Nel corso degli anni, più volte è stato sollevato il velo su quella condanna che a qualcuno appariva senza prove solide. La stessa premier Meloni, investita della questione dalle “Iene”, ha promesso un approfondimento del caso.
Ieri, però, è sceso in campo Roberto Saviano,
con una conferenza stampa alla Camera alla quale hanno partecipato i tre condannati, i cosiddetti ‘mostri di Ponticelli’. “La camorra indirizzò le indagini per liberare il quartiere di Ponticelli dalla pressione della polizia e, probabilmente, per allontanare i sospetti da loro parenti o da persone a loro vicine. Gli inquirenti, commettendo una serie di errori palesi, sono giunti alla loro colpevolezza e Ciro, Giuseppe e Luigi si sono fatti 27 anni di carcere senza aver mai commesso un crimine. Quello che oggi chiediamo è che la Commissione antimafia continui a occuparsene, che convochi i testimoni che hanno portato al verdetto di colpevolezza attraverso testimonianze contraddittorie e lacunose. Quello che chiediamo oggi è che, seppure in estremo ritardo, si celebri un nuovo necessario processo. Fiero di stare accanto a questi tre uomini macellati dall’ingiustizia ma ancora in asse, orgogliosi”, ha detto lo scrittore su “X” e a margine della conferenza “Il massacro di Ponticelli – l’ombra dell’errore giudiziario“, tenutasi alla Camera dei Deputati.

Saviano e la difesa dei “mostri” di Ponticelli

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