Mazzette rosse a Napoli, la Schlein tace ma i soldi per i corrotti erano “coperti” dalle tessere del Pd

15 Gen 2024 17:39 - di Leo Malaspina

Due pacchetti bianchi con 14mila euro in totale (10mila più 4mila) trovati nel corso di una perquisizione. “Sono commissario del Pd a Taranto, sono le tessere”, sarebbe stata la giustificazione di Nicola Oddati, arrestato da polizia e guardia di finanza perché accusato di corruzione dalle Procura di Napoli nell’ambito di un’inchiesta che ha visto finire in carcere anche l’ex sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. Un’inchiesta “bomba”, l’ennesima grana per Elly Schlein, che guarda caso da questa mattina tace, su tutto, anche sulla questione morale. I dettagli dell’inchiesta, che sta terremotando il Pd non solo in Campania, sono davvero inquietanti…

In Campania, nell’inchiesta sugli appalti per il restyling del Rione Terra sono coinvolti i big del partito, tra cui l’ex sindaco di Pozzuoli (Napoli) Vincenzo Figliolia e l’ex responsabile delle politiche regionali della Campania per il Partito Democratico Nicola Oddati, finiti agli arresti, con altre 9 persone, tra cui l’imprenditore puteolano Salvatore Musella (che sarebbe stato beneficiario di un appalto veicolato dal Comune di Pozzuoli) e Giorgio Palmucci, attuale vice presidente Confindustria Alberghi Italia, ex presidente Enit.

La mazzette del partito della Schlein coperte dalla tessere del Pd

“Sono commissario del Partito Democratico a Taranto. Non so nemmeno quanti sono esattamente – avrebbe detto Oddati alla polizia nel settembre 2022 – sono 13,12,14.000 euro, che sono per le tessere che poi li devo versare”. Oddati “è un esponente politico di consolidata esperienza, componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico – scrive nell’ordinanza il giudice – che aveva un incarico direttivo presso la Regione Campania quale dirigente della rappresentanza istituzionale della Giunta regionale e dei rapporti con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dell’Ufficio Comunitario Regionale”. Ecco perché i giudici ipotizzano che il meccanismo delle tessere servisse a giustificare le quantità di soldi trovati sui conti, che secondo le accuse sarebbero frutto di appalti pilotati.

Nel corso delle perquisizioni durante le indagini, gli investigatori avevano sequestrato alcuni file Excel e Word sul pc dell’imprenditore Salvatore Musella contenenti le tabelle di “Natale” e “Pasqua” fino al 2022, con regali cesti, bottiglie, un orologio Apple Watch oppure Macbook, un IPhone, Gucci, orologi riportanti la cifra tra 200 e 600, e ancora somme di denaro, vicino a diciture come Asl, Poggioreale, Ospedali, Carceri, Università, Comuni, Atac, Eav, e ancora “Politici”, Comune di Pozzuoli, Rione Terra. Secondo l’accusa, Musella aveva puntato alla gestione del complesso Antica Rocca all’interno del Rione Terra e per farlo avrebbe avvicinato Oddati, che si sarebbe prodigato, in cambio di una serie di utilità.

Il business dei servizi turistici e gastronomici

C’era anche la gestione dei servizi turistico-gastronomici e commerciali nel Rione Terra, l’assunzione di diversi operai a tempo indeterminato. Sarebbe questa – secondo la Procura di Napoli – la merce di scambio ottenuta dall’ex sindaco di Pozzuoli (Napoli) Vincenzo Figliolia, alla base di “accordi collusivi” scoperti dalla Polizia di Stato e dalla guardia di finanza, nel corso delle indagini.
Altro appalto finito nel mirino degli inquirenti è legato all’aggiudicazione concessione, mediante project financing, delle attività di progettazione e realizzazione del parcheggio multipiano e di riqualificazione ambientale dell’area ex Cava Regia in favore di Salvatore Della Corte, finito ai domiciliari insieme a Gianluca Flaminio. Da questa operazione, l’ex sindaco Figliolia avrebbe ottenuto utilità per 70mila euro, secondo l’accusa. Per quanto riguarda Nicola Oddati, invece, secondo gli inquirenti avrebbe ottenuto la somma 4mila euro “oltre ad ulteriori e periodici versamenti di somme di danaro, nonché il pagamento di pernottamenti presso l’hotel Terminus in Napoli, il pagamento di abiti sartoriali per sé e di lavori di ristrutturazione di un’abitazione, nonché l’utilizzo esclusivo di autovetture prese a noleggio per il tramite di Flaminio Gianluca”. Le accuse a vario titolo per tutti gli indagati sono di concorso in turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e traffico di influenze illecite.

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