Schlein faccia tosta: “Atreju? Meloni fugge, non io. E comunque non ho un vestito nero” (video)

17 Nov 2023 9:07 - di Gabriele Alberti
Schlein Atreju Meloni

“E’ la Meloni che fugge, non io”. Elly Schlein faccia tosta. La “fuga” dal confronto ad Atreju, kermesse politica di FdI, tiene banco nelle cronache ed anche da Formigli a “Piazza Pulita”, dove la segretaria Pd è stata ospite d’onore. La notizia del rifiuto di andare a confrontarsi laddove gran parte degli esponenti della sinistra lo hanno fatto in passato  non è stato un bel vedere. E il “gran rifiuto” ha tenuto banco anche nei talk show di approfondimento serali. “E’ la Meloni che fugge, non io”, dice nel salotto “amico” di La7. Imbarazzo, faccia tosta. La incalza Francesco Specchia, editorialista del Giornale.  “Non è che ha difficoltà a confrontarsi”? Donzelli aveva ventilato un’ipotesi simile e non tanto peregrina. Infatti, la Schlein butta la palla in tribuna:

Brutta figura della Schlein: non sa dire perché rifiuta di accettare l’invito ad Atreju

A me sembra che la difficoltà di confronto ce l’ha Meloni che fugge da mesi sul salario minimo e ora sull’accordo con l’Albania“. Non è una risposta. Cambia argomento e usa il Trattato sui migranti per rivoltare la frittata. Specchia insiste: “Perché non va? Non le piace Ende? “E’ la maggioranza che sfugge dal confronto”. E da lì non si muove. Poi passa alla “scusa” ufficiale: “Questo non è un momento in cui vedersi a feste di partito ma in Parlamento“. E poi scopiazza una battuta di Fiorello: “Comunque,  “non avrei nulla di nero da mettermi”. Battutona. “Non sono in alternativa gli incontri in Parlamento con quello di Atreju”, fa notare la giornalista di La 7 Alessandra Sardoni. Schlein si stizzisce: “Intanto li aspettiamo lì, in Parlamento”. Tirando fuori la favoletta delle Camere affossate dal governo Meloni.

Schlein la butta in caciara: “Atreju? E’ la Meloni che fugge…”

Il solito giochino del cambiare argomento quando non si sa cosa rispondere, o non si vuole rispondere, prosegue. Quindi, inserisce il disco (rotto) della riforma del premierato. “Non siamo disponibili sull’elezione diretta del presidente della Repubblica e del premier. Non facciamo l’errore che risolviamo i problemi del Paese cambiando la Costituzione con una riforma pericolosa”. Le risponde sul tema  – da Rete 4, ospite di Del Debbio- il ministro Lollobrigida: “Con la riforma costituzionale sul premierato ”si da la possibilità di far scegliere al popolo chi li governa; anziché accentuare gli intrighi di palazzo. E io capisco che il Pd, che per tanti anni ha governato pur perdendo le elezioni, difenda lo status quo”.

Geremicca sulla Stampa: “Motivazioni non convincenti del “no” ad Atreju

Elly Schlein non ne esce bene. Anche Federico Germicca sulla Stampa parla per la segretaria Pd di “occasione mancata“. La politica si fa in Parlamento non è motivazione sostenibile per rifiutare il confronto in una kermesse squisitamnente politica. “Si fa politica anche nei talk show, sui social, in dibattiti, convegni e perfino – pensa te – nelle feste di partito: a meno di non voler retrocedere quelle de l’Unità a sagre di paese- scrive l’editorialista- . La motivazione, dunque, non convince granché”.

“Sarebbe stato un atto di cortesia coraggioso”

“Inoltre -scrive-  la scelta della segretaria Pd rischia di risultare più dannosa – considerata l’aria che tira e le polemiche che potrebbe sollevare – del sì ad un confronto probabilmente vantaggioso: avrebbe infatti compiuto un atto di cortesia politica, coraggiosamente giocando fuori casa; avrebbe riproposto le proprie convinzioni e, per quello, sarebbe stata probabilmente fischiata. Circostanze – tutte – che inducono ad empatia”. Con l’aggiunta non secondaria: “Certo, dietro la scelta di Elly Schlein s’intravede ancora l’ombra di quella presunzione e di quella arroganza che tanto hanno allontanato la sinistra dal suo popolo: un innato senso di superiorità (irrobustito dagli anni e anni passati al governo con questo o con quello) del quale il dibattito pubblico potrebbe fare tranquillamente a meno”.

 

 

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