Carne sintetica: arriva la bocciatura in Parlamento europeo. Lollobrigida: la salute dei cittadini prima di tutto

19 Set 2023 20:12 - di Guido Liberati
carne coltivata

Battuta di arresto per la lobby della carne sintetica: la commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha infatti bocciato una risoluzione che apriva alla carne coltivata. Una notizia commentata con soddisfazione dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

«Esprimo soddisfazione – osserva il ministro Lollobrigida – per la bocciatura, in commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, del paragrafo 19 della risoluzione sulle colture proteiche che conteneva riferimenti a prodotti innovativi a base cellulare».

Lollobrigida: “Bocciato il tentativo di produrre carne sintetica in Europa”

«La risoluzione punta ad una maggiore produzione di colture di proteine in Europa e l’approvazione di quella specifica proposta avrebbe aperto le porte alla produzione di carne sintetica. Siamo da sempre al fianco dei nostri agricoltori, – sottolinea – anche con iniziative di supporto per incrementare le colture, ma questo non deve avvenire con la possibilità di realizzare alimenti in laboratorio. Auspico che questi tentativi, come quello scongiurato oggi, non vengano riproposti e sono convinto che, oramai, anche in Ue sia passato il messaggio che il cibo prodotto in vitro non solo potrebbe nascondere conseguenze negative per la salute dei cittadini ma distruggerebbe intere filiere senza alcun beneficio per l’ambiente».

Procaccini: “Al Parlamento europeo è prevalso il buon senso”

Esprime soddisfazione per il voto anche l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Nicola Procaccini. «Il testo adottato oggi dalla commissione agricoltura UE sulla strategia europea per le proteine – commenta il copresidente del gruppo dei conservatori al parlamento europeo – sbarra la strada alla produzione di carne sintetica. Questo voto ha di fatto eliminato ogni riferimento allo sviluppo di proteine alternative, dicendo no ai prodotti alimentari innovativi a base cellulare, che avrebbe di fatto aperto la strada alla commercializzazione e al sostegno ai cibi sintetici».

«Oltre ai danni per un intero settore economico – prosegue l’esponente di FdI – il cibo in laboratorio presenta ancora incognite per le conseguenze sulla salute delle persone. Oggi è prevalso il buon senso, è il segno che l’Europa inizia a capire quello che l’Italia dice da tempo: sosteniamo l’agricoltura e l’allevamento, supportando la produzione interna di alimenti proteici naturali, per i quali – conclude Procaccini – l’Europa è ancora troppo dipendente dall’estero».

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