Salario minimo: il Pd difende la petizione farlocca, ma hanno firmato anche Cippa Lippa e Paperino

18 Ago 2023 8:46 - di Carlo Marini
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La raccolta firme per il salario minimo? Non è una cosa seria. Tra i proclami degli esponenti dell’opposizione (240mila firme) si moltiplicano anche le denunce sulla Rete, rilanciate dal quotidiano Libero, che certificano l’inconsistenza dell’iniziativa, puramente virtuale. In realtà, una petizione online è priva di alcun controllo degno di questo nome sull’identità dei firmatari. L’iniziativa è talmente farlocca che non solo si può mettere un nome falso, ma addirittura un nome di fantasia, come per esempio quello di un supereroe dei fumetti o di un personaggio storico. E dallo stesso indirizzo mail la petizione può essere sottoscritta quante volte si vuole. Così è consentito a ciascuno di votare più di una volta, incrementando in maniera esponenziale i numeri della petizione stessa.

Salario minimo, la raccolta firme è una fake news

«Le opposizioni vivono uno psicodramma: il tanto sbandierato successo della petizione è una fake news. Chiedono agli italiani in buona fede di firmare per il salario minimo, ma il sistema di raccolta delle firme non verifica nulla; tanto che, come scrive e accerta il quotidiano Libero, tra i firmatari risultano anche Stalin, Sbirulino e l’Ape Maia. Per non parlare della proposta di legge che abbiamo smontato pezzo per pezzo: dall’esclusione dall’ambito di applicazione del lavoro domestico, alla improbabile richiesta di coperture al governo per finanziare i benefici da accordare alle imprese; fino alla più grave ‘dimenticanza’: si scrive salario minimo “subito” e si legge 15 novembre 2024, quando cioe’ la proposta di legge delle sinistre avrà effettività». È il commento di Marta Schifone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Lavoro, che aggiunge: «Dunque l’agitarsi di Scotto per quanto sostenuto in un’intervista del capogruppo di Fratelli d’Italia Foti al Corriere della Sera è la conferma che la stessa ha colpito nel segno e che la operazione verita’ messa in campo dal presidente Meloni ha stanato gli slogan demagogici delle sinistre. Noi andiamo avanti con il consenso dei cittadini, loro con quelli dell’Ape Maia: da Toto’ truffa ’62 a Pd truffa 2023 è un attimo».

Il Pd replica: le firme false saranno tolte. Ma chi ha più mail vota più volte

Sull’onda delle proteste il Partito democratico ieri ha replicato su Facebook. “I giornali di destra attaccano la nostra raccolta firme, insinuando dubbi ridicoli. Vi tranquillizziamo, le firme doppie e i nomi di fantasia vengono rimossi e non conteggiati”. “Sapete perché ci attaccano? – prosegue il post social – Perché tutti insieme stiamo facendo questa battaglia. Grazie alla vostra partecipazione e ai partiti di opposizione (Azione, AVS, +Europa, M5S) che stanno mobilitando migliaia si persone insieme al PD. Lo fanno perché hanno paura della vostra forza e di una misura a sostegno di 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori”. “Andiamo avanti, non ci fermiamo. Firmate e invitate a firmare su www.salariominimosubito.it PS: ci avviamo verso le 300mila firme”, conclude il Pd. Ma sui Social le risposte sono fulminanti: “Si poteva fare dal 2011 al 2018, ma anche l’anno scorso il PD era al governo. Ora che non sono al governo raccolgono firme”,

Chi ha più mail vota più volte

Donato Apollonio, che è il responsabile della gestione dati del Partito democratico al sito Pagella Politica, assicura che i nomi fasulli verranno cancellati così come quelli doppi. Insomma, Topo Gigio verrà cancellato, Mario Rossi no. Anche se è altrettanto inesistente. Ma è lo stesso sito Pagella Politica a sottolineare un altro aspetto: «Discorso diverso vale per le email differenti, usate dalla stessa persona per sottoscrivere la petizione, magari usando un nome che non è il proprio. In questo caso il sistema non è in grado di abbinare in maniera univoca la firma della petizione con un unico firmatario. Per fare questo sarebbe servito un sistema più complesso, per esempio basato sul sistemo pubblico di identità digitale, lo Spid, usato in passato per sottoscrivere le richieste di referendum abrogativo sull’eutanasia e la legalizzazione della cannabis». Insomma, una raccolta firme che resta tutta virtuale e molto tarocca.

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