Salario minimo, Donzelli: “Il lavoro povero è un tema reale. Grazie a Meloni si apre un confronto serio”

27 Lug 2023 9:19 - di Federica Parbuoni
salario minimo

Approda oggi in Aula alla Camera la proposta di legge dell’opposizione sul salario minimo. L’obiettivo è rinviare la discussione a settembre, in modo da poter dare seguito a quel confronto al centro del dibattito di questi giorni. Una strada indicata dalla stessa Giorgia Meloni, grazie alla quale “si è aperto un dialogo che è stato indirizzato finalmente in maniera più razionale”. “Invece di fare promesse spot come hanno fatto le opposizioni, si affronterà il tema in maniera seria e ce ne faremo carico”, ha chiarito il deputato e responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli.

Donzelli: “Sul salario minimo dalle opposizioni promesse spot, noi avviamo un confronto serio”

Intervistato da La Stampa, Donzelli ha ribadito l’attenzione di maggioranza e governo sul lavoro povero. “È un tema reale”, ha detto il deputato di FdI, sottolineando però di dubitare “che chi ha creato il problema, ovvero la sinistra che ha governato per anni, possa trovare soluzioni utili”. “Il rischio della proposta presentata dalle opposizioni è il livellamento in basso dei salari e lo smantellamento della contrattazione”, ha aggiunto Donzelli, richiamando al ruolo dei sindacati e ricordando che maggioranza e premier, che è anche andata al congresso della Cgil, non hanno “certo paura del confronto”.

Smentiti tutti “i presagi della sinistra su un’Italia povera e isolata”

Epperò, ci sono “cose che vorrei non fossero ignorate”, ha sottolineato, ricordando i dati, come quelli del Fmi, che certificano la crescita economica italiana, superiore a quella di Stati come Francia e Germania, l’incremento dell’occupazione e in particolare di quella stabile, che “è a livelli record”. E il ruolo internazionale conquistato dal nostro Paese, che trova un’ennesima conferma nel viaggio di Giorgia Meloni a Washington, dove è arrivata nella notte. “Insomma, i presagi della sinistra su un’Italia povera e isolata erano falsi”, ha rivendicato Donzelli.

“L’Aula è sovrana: Santanchè non ha solo il diritto, ma il dovere di andare avanti”

Poi l’intervista, firmata da Francesco Oliva, è virata su altri temi al centro dell’attenzione politica, a partire dai “casi” Santanchè e Saviano e dall’emergenza climatica. “L’aula è sovrana. È stato posto un dubbio di fiducia e il Parlamento ha votato. A questo punto Daniela ha non solo il diritto, ma il dovere di andare avanti a fare il ministro”, ha detto il deputato, ricordando che Santanché “è un ottimo ministro” e domandandosi, con quella che traspare essere una certa ironia, quale sarà il prossimo membro del governo del quale la sinistra chiederà le dimissioni”. Quanto a Saviano, Donzelli, premettendo di non occuparsi di Rai, ha ricordato che fino ad ora l’unico programma era stato tolto a Filippo Facci. E parlando da telespettatore mi stupirebbe se in Rai dopo aver tolto Facci restasse Saviano, che ha definito Salvini ‘ministro della mala vita'”.

Il giusto approccio al tema dell’emergenza climatica

Donzelli, poi, ha liquidato con una battuta i tentativi di addossare al governo le conseguenze: “Spero che non si voglia dare la colpa anche delle grandinate al governo Meloni”, ha detto, puntando a rimettere in ordine i termini della questione. “Parlare di negazionismo è un errore. Confondere i cambiamenti climatici con la meteorologia è superficiale. Bisogna puntare – ha chiarito – sulla difesa del territorio. Faccio un esempio: se in Romagna si fossero realizzati gli invasi previsti forse l’alluvione avrebbe avuto conseguenze meno drammatiche”. Poi c’è il tema della necessità di compenetrare le diverse sostenibilità: quella ambientale con quelle economica e sociale. “Per difendere il clima non bisogna penalizzare le industrie europee, in quel modo infatti si dà un vantaggio a quelle cinesi e indiane che inquinano molto più delle nostre, siamo fuori strada. In Europa c’è una logica miope che danneggia il manifatturiero, agevolando chi inquina”, ha detto Donzelli.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *