Piano Mattei, Minniti: “È la strada giusta, l’Europa non ha polso e Meloni può diventare la nuova Merkel”

17 Lug 2023 10:25 - di Elsa Corsini

“Che si chiami “Piano Mattei” o altro fa lo stesso. La sfida è fondamentale per i destini dello stesso Occidente”. In una lunga intervista a tutto campo su Libero, Marco Minniti, ex ministro dell’Interno sconfessato dal suo Pd per la linea di ferro, oggi a capo della fondazione Med, da osservatore ‘esterno’ ed esperto di geopolitica sottolinea l’importanza strategica della nuova postura del governo italiano nei confronti dell’Africa. E indica Giorgia Meloni come l’unica in grado di dare la sveglia a un’Europa che procede lentamente, “invischiata nei gironi infernali della burocrazia”.

Minniti: l’Italia strategica per la stabilizzazione dell’Africa

“In un momento in cui si prospetta un nuovo ordine mondiale bisogna dividersi i compiti per evitare l’instabilità del pianeta. E all’Europa spetta la cura dell’Africa, ma bisogna che la Ue questo lo capisca e, soprattutto, non perda tempo”. Il governo italiano invece vuole correre. Il memorandum sui migranti di ieri, che di fatto regola i rapporti con la Ue sul terreno dei flussi e dell’energia, “è un grande passo verso la stabilizzazione della Tunisia”, dice Minniti, nume ingombrante per la sinistra. “Una scelta politica che non ha guardato al Fondo Monetario, che ha severe misure di taglio di spesa sociale cui subordina gli aiuti a Saied. Ovviamente per la Ue i diritti umani non saranno ignorati. Non dimentichiamoci il significato simbolico per una democrazia nata dopo le primavere arabe”.

Memorandum, un successo per l’Italia e per l’Europa

Da avversario ‘onesto’ l’ex ministro dell’Interno, parla di un successo nitido. “Per il nostro governo e per l’Europa, che fa da apripista per la stabilizzazione dell’Africa. Che è il fronte secondario della guerra asimmetrica con l’Ucraina”. La partita non si chiude qui, ovviamente. “Poi bisognerà pensare alla Libia, all’Egitto al Niger, paese del Sahel importante per i flussi e il terrorismo islamico”.

“Ci vuole qualcuno che apra la strada”

L’Europa non ha polso, sintetizza Minniti. E l’Italia? “Ci vuole qualcuno alla Ue che apra la strada, che aiuti l’Africa e non solo per i flussi. L’Onnipotente ci abbia messo in una collocazione geograficamente strategica strepitosa: il crocevia tra l’Occidente e il sud del mondo. Questo carico se lo dovrebbe prendere l’Europa, ma è assediata dalla burocrazia. E non c’è tempo per attendere i risultati delle prossime elezioni continentali”. Sottotesto: la premier Meloni deve accelerare sulla strada intrapresa, fare da apripista senza aspettare l’esito delle elezioni europee.

Meloni può avere il ruolo della Merkel

“Quando ci fu la crisi dei profughi siriani, fu la Merkel a prendere l’iniziativa nell’accordarsi con Erdogan che fermò i flussi per 3 miliardi di euro dopo raddoppiati. L’Europa, che rischia sempre di trovarsi in una tenaglia umanitaria, poi venne dietro. Ma fu la Merkel”. Meloni come la cancelliera diretta? “Sarò diretto: Giorgia Meloni non solo può, ma deve avere il ruolo della Merkel per spezzare lo stallo africano e stabilizzare i territori. E risolvere la questione dei “movimenti secondari”. La sfida è fondamentale per i destini dello stesso Occidente”.

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