I familiari delle vittime di Cutro ora vogliono fare causa all’Italia. Contattato anche l’avvocato di Buscetta

6 Mar 2023 8:42 - di Redazione
Cutro

Ora i familiari delle vittime del naufragio di Cutro si affidano agli avvocati per fare causa allo Stato italiano. Incitati anche, lo si comprende, dal can can delle opposizioni che hanno puntato l’indice contro il governo e che hanno parlato di “strage di Stato”. “Due gli scenari percorribili – scrive la Stampa –  che non si elidono a vicenda: quello di un “class action” per ragionare in termini di responsabilità civile e di risarcimento danni e quello penale per dare un contributo all’accertamento dei fatti. Entrambi puntano al capitolo soccorsi, che è oggetto al momento di un fascicolo autonomo in procura senza ipotesi di reato e senza indagati”.

Tra i legali contattati lo storico avvocato dei pentiti Ligotti

Nella lista dei legali con cui hanno preso contatti figura anche lo storico avvocato dei collaboratori di giustizia Luigi Ligotti, che in passato ha difeso i super pentiti di Cosa Nostra Tommaso Buscetta e Gaspare Mutolo. A loro si aggiunge il legale crotonese che ha ottenuto diverse vittorie alla Corte europea dei diritti dell’uomo, Francesco Verri, e ancora l’avvocato Mitja Gialuz, professore ordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Genova.

Gli avvocati condurranno anche indagini difensive

Già da domani saranno al lavoro per occuparsi dell’incidente probatorio che si terrà nei prossimi giorni, per cristallizzare quanto avvenuto prima del naufragio di domenica. “Siamo stati incaricati da diversi familiari delle vittime del naufragio avvenuto nelle acque di Steccato di Cutro di rappresentarli nei due procedimenti penali iscritti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone”, dicono gli avvocati Luigi Ligotti, Mitja Gialuz, Vincenzo Cardone e Francesco Verri.

“Il primo procedimento ha già condotto all’arresto di alcuni presunti scafisti che rispondono dei reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo quale conseguenza della violazione dolosa delle leggi sull’immigrazione – dicono -Il secondo procedimento mira a raccogliere gli elementi per valutare se ci sono responsabilità per il mancato soccorso in mare. In entrambi i procedimenti forniremo il nostro attivo contributo – anche per mezzo di ricerche e investigazioni difensive – per accertare i fatti e perseguirli se risulteranno provati. Siamo a nostra volta molto disponibili, come certamente lo è la Procura della Repubblica, a ricevere segnalazioni e indicazioni da parte di chiunque ne sia in possesso”.

E ancora: “Abbiamo fiducia, a ragion veduta, nelle attività della Procura della Repubblica di Crotone che potrà contare in ogni momento sul nostro ausilio secondo ciò che prevedono regole e procedure. Lavoreremo insieme alacremente e in modo del tutto gratuito: è il nostro modo di sostenere anche moralmente le centinaia di persone che hanno perso i loro familiari. Collaboreremo, inoltre, con i difensori delle altre persone offese, degli enti e degli organismi esponenziali che decideranno di assumere un ruolo attivo nei procedimenti”.

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