Intelligence, scatta l’allerta: “Caso Cospito e guerra in Ucraina hanno riacceso gli antagonisti”

28 Feb 2023 13:16 - di Vittorio Giovenale
intelligence italiana

Il fenomeno dell’anarcoinsurrezionalismo ha visto negli ultimi mesi un rinnovato attivismo legato al caso Cospito: lo sottolinea l’intelligence italiana nella”Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” per il 2022.

I fronti “sono ancora quelli classici”, ha evidenziato il direttore dell’Aisi, Mario Parente, citando l’antimilitarismo, “su cui ha inciso” il conflitto in Ucraina, con attacchi ad aziende e agenzie legate al settore della tecnologia militare.

Belloni: “Intelligence europea? Non ci sono i presupposti”

“Una delle conseguenze – ha detto il direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), Elisabetta Belloni – della guerra in Ucraina è la necessità di un rinnovamento dell’intelligence. Ci sono due, tre punti fondamentali su cui stiamo lavorando. Il primo la professionalità, il secondo il grande senso dello Stato, il terzo la capacità di lavorare insieme. Da soli non possiamo fare nulla”. Esclusa invece l’ipotesi di una intelligence europea. “Non ci sono i presupposti”, ha spiegato la Belloni.

Mantovano: “Andremo a desecretare 40 documenti sulla scomparsa dei giornalisti Toni e De Palo”

Nel corso della presentazione del dossier, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha annunciato il provvedimento che andrà a “desecretare circa 40 documenti relativi alla vicenda dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo”, scomparsi in Libano nel 1980. “La desecretazione – ha detto Mantovano – era stata avviata anche da precedenti governi. I documenti in questione saranno messi a disposizione dell’Archivio di Stato”.

Il caso Cospito e la guerra in Ucraina: due micce per l’eversione

Le molteplici ed eterogenee realtà del movimento antagonista hanno infatti “concentrato la propria attenzione sulla sensibile congiuntura socio-economica scaturente dagli effetti della guerra in Ucraina, tratteggiata, dalla propaganda d’area, innanzitutto come uno scontro tra due ”blocchi imperialisti”.

Nella lettura antisistema, il tema della guerra è stato strumentalmente intrecciato ad altre, tradizionali campagne antagoniste, in una prospettiva strategica d”’intersezionalità delle lotte”. Nel senso, le acquisizioni informative hanno rilevato la diffusione di narrativa tesa a coniugare antimilitarismo, problematiche lavorative, carovita, sostegno ai migranti, questione ambientale e dossier energetico, con l’intento – apparso nei fatti, tuttavia, velleitario – di creare cartelli mobilitativi il più possibile unitari e coesi in grado di attribuire maggior peso e visibilità alle proteste”.

Intelligence, la presentazione integrale della Relazione

La relazione dell’intelligence: arruolano adepti tra i collettivi studenteschi

“Si sono evidenziati tentativi di avviare processi di convergenza anche tra diverse lotte territoriali, come, ad esempio, le mobilitazioni locali che si oppongono, in varie aree del Paese, alle linee ferroviarie ad alta velocità, rivisitate in chiave antimilitarista in relazione al presunto uso di tali infrastrutture per finalità di logistica militare. Segnali di un significativo attivismo antagonista sono, poi, emersi tra le file dei collettivi studenteschi, mobilitatisi in opposizione al paradigma formativo di ”alternanza scuola-lavoro”, e sul fronte dell’ecologismo militante, che, anche nel 2022, ha dimostrato una discreta capacità mobilitativa, sostenuta da appelli ad attivarsi contro i presunti legami tra ”crisi ecologica, emergenza migratoria e guerra”, considerate tutte dirette conseguenze del ”sistema capitalista globale”.

Un capitolo della relazione dell’intelligence italiana dedicata agli eco-vandali

In linea con tali richiami – viene rilevato – si è assistito a un incremento delle contestazioni ambientaliste, che, oltre a cortei e presidi, hanno fatto registrare, sulla falsariga di quanto già visto all’estero a opera di agguerriti circuiti ecologisti internazionali, iniziative ad alto impatto mediatico, tra cui azioni d’imbrattamento di opere d’arte, di sedi istituzionali e di aziende del comparto energetico, nonché, in alcuni casi, foriere di turbative all’ordine pubblico, come blocchi alla viabilità extraurbana”. ”

Eversione di estrema destra: realtà fluide con soggetti giovani

Per quanto riguarda l’eversione di estrema destra, in questo periodo impegnate in un rilancio nei circuiti giovanili, l’attività di intelligence svolta si è concentrata soprattutto sulle formazioni neonaziste che fanno propaganda xenofoba, con un marcato attivismo sul web. “Si tratta fondamentalmente di realtà fluide” con soggetti giovani che attingono “a un ventaglio abbastanza variegato di materiale propagandistico”, in alcuni casi anche “di matrice jihadista”.

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