Bandecchi (Unicusano) sotto attacco della sinistra. La sua colpa? L’appoggio a Rocca nel Lazio

26 Gen 2023 17:39 - di Francesco Severini
Bandecchi

Unicusano e l’imprenditore Stefano Bandecchi sotto attacco dopo l’appoggio a Francesco Rocca. I tempi parlano da soli. Il 10 gennaio, due settimane fa, Stefano Bandecchi, l’imprenditore che ha dato vita a Cusano media group, realtà comunicativa collegata all’università telematica Niccolò Cusano, annunciava l’appoggio a Francesco Rocca nella corsa alla presidenza della Regione Lazio. Dieci giorni dopo c’è la notizia dell’indagine per evasione delle leggi tributarie in capo ai vertici dell’Università telematica Cusano. Evasione fiscale per 20 milioni. Sequestro preventivo dei beni.

Bandecchi contrattacca: “Spero che prima o poi io, uno dei miei dirigenti, avvocati o commercialisti venga ascoltato  visto che in due anni non ci hanno dato mai la possibilità di parlare. Il sequestro che è stato eseguito oggi all’Università Unicusano è assolutamente ingiusto e ingiustificato, non lo dico io ma le leggi italiane. Sono assolutamente sereno ma dispiaciuto perché tutte le aziende a me collegate hanno ora i conti bloccati”. Due giorni fa la procura di Roma ha provveduto al dissequestro dei conti correnti dell’Università Niccolò Cusano e delle società ad essa collegate coinvolte nell’inchiesta. “Stiamo riacquisendo la normale operatività dell’università e i collaboratori a fine mese riceveranno regolarmente lo stipendio” ha dichiarato Bandecchi.

Fin qui l’indagine, cavalcata dai giornali che fiancheggiano la sinistra. Da Repubblica alla Stampa si è levato un coro criminalizzante: ecco, guardate chi sono gli alleati di Francesco Rocca… Una strategia che a poco è servita, visto che Rocca stacca ancora D’Amato di dieci punti. Ma Repubblica ha pensato di perseguire nello scopo e ha messo Bandecchi ancora nel mirino con un articolo firmato da Daniele Autieri, uno scrittore che si dedica anche al killeraggio giornalistico.

Il titolo fa sobbalzare: “Pistola alla testa dei politici”, Unicusano tra minacce e abusi”. Sembra che si scriva di Messina Denaro, o di Albino Ruberti, il capo di gabinetto di Gualtieri… e invece no. Si parla di Bandecchi. Alcuni stralci dell’articolo possono ben rendere l’idea.  L’imprenditore che viene descritto “da chi ancora oggi lavora dentro l’università alla stregua di un padre padrone, un generale che brandisce l’arma della minaccia come strumento per tenere serrati i ranghi. «Quando sarà finito questo periodo di crisi — dice ai suoi in un audio — riparleremo delle vostre ferie di merda. Adesso vanno in ferie solo quelli che decido io»“.

E si prosegue: “Bandecchi si presenta ai suoi come l’uomo forte d’altri tempi, prova ne sia l’antica passione per il Movimento Sociale Italiano trasformata negli anni nell’adesione ad Alternativa Popolare, il partito di Angelino Alfano di cui è diventato coordinatore nazionale. «Chi ve lo paga lo stipendio alla fine? — grida ai suoi — Chi è il capo qua? Chi è il padrone? Io».

Apprendiamo poi che Bandecchi “ringhia” spiegando alla platea dei presenti le finalità della radio e della televisione. “Queste cose mi devono servire per dire: caro ministro, io non ti chiedo un cazzo però non mi tratti di merda perché posso diventare stronzo! È come una pistola, io non la devo usare per forza però tu sappi che io ce l’ho, e te la posso sparare addosso!». Immancabile l’accusa finale di sessismo, per i complimenti a una giornalista che si trasformano subito in “molestie”.  Ovviamente non c’è un nome dietro queste accuse. Nessuno che ci metta la faccia e dica: sì, Bandecchi si comporta così e ha detto quelle cose, le ho sentite io…  Nulla di nulla. Forse il racconto malevolo di un/una ex dipendente che vuole vendicarsi. A mettere in moto la macchina del fango ci vuole pochissimo ormai. Soprattutto se non ti schieri con la “parte giusta”.

I dipendenti di Cusano media group reagiscono con una lettera ai media: nessun clima di terrore, nessuna pressione da Bandecchi per fare propaganda. “trasparenza, la libertà e l’obiettività – scrivono nel comunicato – hanno contraddistinto non solo il lavoro delle redazioni di radio, tv e giornale online, ma anche un imperativo imprescindibile dell’Editore, che ha sempre considerato la pluralità un valore aggiunto dell’informazione”.

“Da Stefano Bandecchi – si legge ancora – non è mai stata imposta una linea editoriale propagandistica nei confronti di alcuna parte politica né tantomeno è stato richiesto a giornalisti e conduttori di screditare partiti e esponenti politici. Le migliaia di interviste realizzate dal 2014 ad oggi, riprese quotidianamente dalle testate e agenzie nazionali, testimoniano l’assoluta indipendenza dell’informazione offerta da Cusano Media Group che ha sempre guardato all’attualità e mai agli interessi individuali e di partito.

“L’articolo “Pistola alla testa dei politici – Unicusano tra minacce e abusi” tratteggia un clima di terrore e intimidazioni all’interno delle redazioni assolutamente distante dalla nostra realtà quotidiana e professionale. Ci teniamo, infine, a ricordare che durante la pandemia, lockdown compreso, siamo stati messi nella condizione di lavorare in sicurezza e sempre in presenza nell’idea di informare la popolazione in un momento di grande emergenza e paura generale; siamo stati regolarmente pagati, a prescindere dall’inquadramento contrattuale (stagisti, collaboratori, dipendenti con contratto a tempo determinato e indeterminato) e nessuno di noi è stato messo in cassa integrazione o ha perso il lavoro”.

Parla di gogna mediatica lo stesso Bandecchi: “Non è accettabile che si arrivi a questo pur di infangare il mio nome e quello della mia Università. Accusarmi in questo modo di molestie e minacce è fuori da ogni regola deontologica. Repubblica e la sinistra colpiscono me per affossare la campagna di Rocca e del centrodestra, una dinamica ormai palese a tutti”.

 

 

 

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