Inchiesta coop Karibu: Boldrini premiò la suocera di Soumahoro come imprenditrice dell’anno

19 Nov 2022 16:23 - di Penelope Corrado
suocera Soumahoro

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato dal senatore Fdi Adolfo Urso ha deciso di disporre un’ispezione sui presunti casi di sfruttamento di migranti sulle due coop, Karibu e Consorzio Aid, legate a suocera e moglie di Aboubakar Soumahoro, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.

Boldrini premiò la suocera di Soumahoro (il video)

Soumahoro – entrato in Parlamento con gli stivali da lavoro come simbolo delle sue battaglie a favore dei braccianti e contro il caporalato – si è già dichiarato completamente estraneo alla vicenda. Intanto, Marie Therese Mukamitsindo, suocera del deputato di Sinistra, Soumahoro potrebbe presto essere ascoltata dai magistrati con la figlia.

Nel 2018 la signora Mukamitsindo era stata premiata da Laura Boldrini come imprenditrice straniera dell’anno, e la coop Karibu andava alla grande, passando in due anni da 50 a 150 dipendenti. Si fa vedere in quel periodo anche la moglie di Soumahoro, Liliane, che tra l’altro promosse nel 2017 il lancio di «K mare», una linea di costumi e pareo realizzati dai rifugiati ospiti delle loro strutture.

Ruspandini e Schifone chiedono di fare luce sulla vicenda

“Fratelli di Italia intende alzare l’attenzione su ogni forma di sfruttamento e violazione dei diritti sui luoghi di lavoro. Andremo avanti per accertare la verità”, plaude all’iniziativa del ministro il deputato di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini. “Si faccia subito chiarezza: è in gioco non solo l’integrità dell’economia italiana ma anche la dignità di queste persone”, fa eco Marta Schifone, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Lavoro della Camera. Aumentano gli indizi di colpevolezza nei confronti dei familiari del deputato Soumahoro, eletto con una formazione politica che a parole predica accoglienza e solidarietà. Bene gli accertamenti in corso della Procura di Latina. Stando a quanto riportato dalle denunce degli immigrati stessi, nella realtà dei fatti le due strutture potrebbero sfruttare il lavoro di disperati arrivati in Italia con ben altre prospettive”.

“Minori tenuti al freddo e alla fame in condizioni disumane”

Oltre alla questione delle condizioni dei lavoratori, lavoratori che hanno dato le dimissioni per giusta causa e ora sono tutti disoccupati, è emersa anche la vicenda di come vivevano i minori ospitati nei centri di accoglienza. Ne ha scritto oggi Repubblica, raccogliendo testimonianze drammatiche ed è uno dei punti su cui insiste la deputata leghista Giovanna Miele, che ha presentato un’interrogazione al ministero del Lavoro: “Ci sarebbero lavoratori non pagati, minori ospitati in strutture gestite da Karibù e Aid che sarebbero stati discriminati, che avrebbero subito maltrattamenti. Non è fango, sono accuse gravissime”.

 

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