Giustizia, Nordio va avanti: «Governo compatto. Così riformerò il “Codice Mussolini”»

5 Nov 2022 9:01 - di Michele Pezza
Nordio

Va a vuoto l’assalto di Repubblica a Carlo Nordio. L’intervista che nelle intenzioni del quotidiano di Largo Fochetti avrebbe dovuto evidenziarne limiti e contraddizioni, si è risolta invece in un messaggio chiaro e senza sbavature: sulla giustizia il governo è compatto. Il Guardasigilli ha spiegato punto per punto quanto finora fatto in materia di rave party, ergastolo ostativo e immigrazione e quanto ancora di farà in materia di riforma dell’abuso d’ufficio e, più in generale, del codice penale, il “codice Mussolini“. Insomma se l’intento era contrapporre il garantismo di Nordio al giustizialismo del governo e in particolare del suo sottosegretario Delmastro, di Fratelli d’Italia, l’obiettivo è miseramente fallito.

Nordio intervistato da Repubblica

«Non esistono dissensi – premette il ministro -. Siamo entrambi convinti che il garantismo significhi da un lato l’affermazione della presunzione d’innocenza e dall’altro la certezza della pena. Certo, io ho sempre enfatizzato di più il primo aspetto, e lui il secondo, ma il risultato algebrico è uguale». L’intervista a Nordio è di Liana Milella, firma di punta di Repubblica nelle questioni afferenti il “pianeta giustizia”. Non stupisce perciò che il taglio sia eminentemente politico. L’obiettivo è (era) dimostrare che il ministro è una sorta di “imbucato” nel governo, anzi una foglia di fico messa lì a coprire quella che la giornalista definisce «l’idea carcerocentrica di FdI».

«Con la Meloni rapporto di lealtà e di amicizia»

«Con Giorgia Meloni – replica Nordio – il rapporto non è solo di assoluta lealtà ma anche di reciproca stima, e direi di amicizia. Lei conosceva i miei scritti quando mi indicò per io Quirinale, e io le sue idee. Le abbiamo conciliate nell’ottica di una riforma globale della giustizia, nel duplice segno garantista. Stia certa che la faremo». La risposta del ministro è inequivocabile anche sul tema migranti, tornato prepotentemente d’attualità dopo che due navi battenti bandiera tedesca sono entrate nelle nostre acque territoriali in direzione dei porti siciliani. Per Nordio la questione non si pone. E avverte: «Se la nave è tedesca, è come se i migranti fossero sbarcati ad Amburgo. Il comandante ha il dovere di registrarli e poi portarli, per l’assistenza, nel più vicino porto più sicuro. Ma poi – conclude – devono andare in Germania». Più chiaro ci così…

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