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Appello agli Usa (e a Biden): “Julian Assange rischia 175 anni di carcere per aver fatto il giornalista”

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«Julian Assange è detenuto e condannato da parte degli Stati Uniti a 175 anni di carcere, per aver fatto il suo dovere di giornalista, dovere che dovremmo fare anche noi come giornalisti. È un fatto molto grave, è un monito per tutti noi che facciamo inchieste. In sostanza ci stanno dicendo: se fate quello che ha fatto Julian, questo è quello che vi può succedere». Nelle parole della giornalista russa Inna Afinogenova, fuggita in Europa dopo l’invasione dell’Ucraina, c’è la sintesi di un caso scoppiato esattamente 12 anni fa.

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Biden e i democratici particolarmente colpiti da Wikileaks

Proprio oggi, le redazioni e gli editori di cinque testate internazionali, il Guardian, il New York Times, Le Monde, der Spiegel e El Pais, hanno pubblicato una lettera in cui chiedono al governo degli Stati Uniti di ritirare le accuse e abbandonare il processo contro il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Secondo i media che per primi 12 anni pubblicarono i documenti, ottenuti dalla fuga di notizie passata alla storia con il nome di ‘Cablegate’, il processo contro Assange sarebbe una violazione della libertà di stampa. “L’editoria non è un crimine”, scrivono nella lettera che si oppone all’accusa di spionaggio. “Questa accusa costituisce un pericoloso precedente e minaccia di minare il primo emendamento americano e la libertà di stampa”, continuano le testate nella lettera, “ottenere e divulgare informazioni sensibili quando necessario nell’interesse pubblico è una parte fondamentale del lavoro quotidiano dei giornalisti. Se quel lavoro viene criminalizzato, il nostro discorso pubblico e le nostre democrazie si indeboliscono notevolmente”.

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Julian Assange, la lettera appello di 5 testate internazionali

Assange è detenuto nella prigione di Belmarsh, a sud di Londra, dal suo arresto avvenuto all’ambasciata ecuadoriana a Londra nel 2019. L’allora ministra degli Interni britannico, Priti Patel, ha approvato l’estradizione di Assange negli Stati Uniti a giugno, ma i suoi avvocati sono ricorsi in appello contro questa decisione. Negli Stati Uniti Julian Assange rischia di essere incriminato in base a una legge “progettata per perseguire le spie della Prima guerra mondiale”, come la definiscono i media che si oppongono al processo. Assange nel 2010 fece pubblicare estratti di 250mila documenti, fatti trapelare a WikiLeaks da Chelsea Manning, allora soldato americano, in cui venivano resi noti i meccanismi interni della diplomazia statunitense.

 

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