L’affondo della Maglie: «In passato abbiamo avuto Letta e Conte… La Meloni è altra cosa»

8 Ott 2022 10:01 - di Mia Fenice
Maglie

«Conosco Giorgia Meloni da molti anni e l’ho sempre sostenuta, apprezzando che sia riuscita a diventare da donna il capo di un partito maschile, gareggiando e affermandosi sugli uomini perché è rigorosa, secchiona e cocciuta». In una lunga intervista a La Verità, Maria Giovanna Maglie, a lungo corrispondente Rai dagli Stati Uniti e ora un volto noto ai telespettatori di La7 e Rete 4, parla a tutto tondo della situazione politica italiana. «Se a essere il più rigoroso, secchione e cocciuto  – sottolinea – fosse un uomo dovrebbe essere premiato lui. Detto questo, mantengo un rapporto di stima e amicizia con Salvini, di cui aspetto la riscossa».

Maglie: «La Lega è un partito che marcia unito»

Dopo il 25 settembre avrebbe dovuto fare un passo indietro? «Non vedo perché. Un certo insuccesso è da attribuire al prevalere di altri nella Lega più che a Salvini. Se qualcosa gli va imputato è che sta troppo a sentire gli altri. Lui l’ha sempre pensata allo stesso modo, anche se ha fatto quello che non gli piaceva». E fa un esempio: «Ricordo un giorno dell’autunno 2021, Draghi in carica da sei mesi, quando io a un convegno già lo criticavo apertamente. Allora Salvini disse che invidiava il mio coraggio e che si mordeva la lingua 20 volte al giorno». E poi ancora: «La Lega è un partito che marcia unito e il segretario non fa di testa sua. Per disciplina e militanza ricorda il vecchio Pci. Salvini ritiene di dovere qualcosa alla leadership della Lega ed è più disciplinato di quanto non si creda. È un uomo di passione civile e generosità, virtù dimenticate soprattutto a sinistra. Questo in una fase di mediocrità della classe politica che affligge tutto il mondo».

«Interno e Infrastrutture li lascerei a un tecnico»

La giornalista poi osserva: «La grande politica di un tempo non c’è più. (…) Ora individuo in Salvini e Meloni la scintilla della passione che mi consente d’intravedere la luce in fondo al mio astensionismo storico». Il fatto che non si stia impuntando sul ministero dell’Interno è un buon segnale? «In un momento di forte drammaticità sociale, il ministero dell’Interno lo lascerei a un tecnico. Idem quello delle Infrastrutture. Altrimenti qualsiasi mozzicone di ponte cadrà, saranno tutti a chiedersi dov’ era a cena il ministro. Credo sia più salutare impegnarsi in un settore legato alla propria passione. Questo ti fa essere autorevole. Se ti occupi di agricoltura, per esempio, puoi chiedere conto all’Unione europea di quella sciocchezza che si chiama Nutriscore. Interni e Infrastrutture li eviterei come la peste. Piuttosto, prenderei il ministero della Cultura, che è un buco nero».

«L’autorevolezza di Draghi presso l’Ue non ha ottenuto nulla»

Quando poi le chiedono se la Meloni sia in grado di affrontare emergenza energetica, caro bollette, emergenza sanitaria, guerra la Maglie risponde: «Con una certa arroganza, Draghi lascia al suo successore un fardello pesante fingendo che ciò che è accaduto negli ultimi tempi derivi dalla guerra.
In realtà, è ereditato da anni di retorica ecologista. È un’eredità di decine di migliaia di aziende che chiudono. Un governo tecnico che si accorge che non siamo autosufficienti sul piano energetico avrebbe dovuto attrezzarsi per arrivare a esserlo. Altro che transizione ecologica. L’autorevolezza di Draghi presso l’Ue non ha ottenuto nulla se non maggiori ossequi nel cerimoniale, ma concretamente ha continuato a subire».

Maglie: «Meloni non deve rassicurare nessuno»

E Meloni cosa dovrà fare? «Il vero punto da affrontare è la sovranità italiana. Se verrà limitata bisognerà combattere, anche a costo di modificare la Costituzione che ci condanna a essere un Paese molto simile alla Grecia». Dopo una prima fase d’interferenze media e cancellerie straniere stanno adottando una linea meno pregiudizievole?
«I media stranieri copiano i media mainstream e le parole d’ordine radical chic italiane. Se prima scrivi che incombe il pericolo fascista e poi che Meloni deve rassicurare le cancellerie l’hai già fiaccata. Meloni non deve rassicurare nessuno. Se Joe Biden e l’industria americana vogliono vendere il gas al prezzo più alto si fanno andare bene anche lei. In questa situazione catastrofica c’è la piccola fortuna che la Ue si cannibalizza».

Mattarella? «Spiazzato dall’esito del voto come tutti gli uomini il Pd»

E su Mattarella: «È  momentaneamente spiazzato dall’esito del voto come tutti gli uomini del Pd. Credo che, quando sarà il momento, lo troveremo puntuto e notarile nell’esercitare il suo potere per spogliare di diversità e spessore il prossimo esecutivo. Il quale se la caverà solo essendo coraggiosissimo». «Se il nuovo governo – aggiunge – non avrà il coraggio di denunciare la passività dell’Europa, i ritardi del Pnrr rispetto alle emergenze reali, di fare debito e tagliare le tasse non andrà da nessuna parte. Dovrà essere un governo che ascolta, altrimenti rancore e astensionismo dilagheranno».

«Meloni saprà cavarsela egregiamente»

E infine Maria Giovanna Maglie conclude: «In passato abbiamo avuto politici unti dal Signore come Enrico Letta e Matteo Renzi e abbiamo visto com’ è andata. Se Giuseppe Conte è stato premier per due mandati, penso che Meloni, che mastica politica da quando è ragazzina, saprà cavarsela egregiamente».

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