Calenda al Senato si crede Cicerone e spiega il quadro di Catilina: il web lo sbeffeggia (video)

11 Ott 2022 19:37 - di Alberto Consoli
Calenda

Carlo Calenda vuole dare spettacolo alla “prima” in Senato ma ottine solo sberleffi. Il suo video mentre vuole imitare Alberto Angela nei saloni di Palazzo Madama diventa virale. Ma solo per le prese in giro ricevute via social. “Come prima cosa andrò a vedere il quadro sulla congiura di Catilina”. Detto, fatto. Il leader di Azione, neo senatore eletto, entra a Palazzo Madama e come prima tappa raggiunge la sala Maccari, trattenendosi di fronte al quadro che rappresenta l’intervento di Cicerone contro Catilina. E facendo il professorino.

Calenda: “Emozione essere chiamato senatore. Quando penso a Cicerone…”

Come mostra il video pubblicato da Calenda sui social, lui si mette a tenere una lezioncina.  Sempre debordante, sempre istrionicom, pensa di stare su un palòcoscenico personale. “Nessuna congiura – dice non si sa bene a chi- . Sono un grande appassionato di storia antica e dal 509 AC il senato pè un punto riferimento dell’idea di repubblica e della civiltà romana. Da questo punto di vista per me è una grandissima emozione”. “Mi ha fatto impressione essere chiamato senatore – prosegue – quando penso a Cicerone, ad Appio Claudio…. E’ una cosa che tocca quello che sento come mio retaggio”.

Il web lo ridicolizza

Un auto spot per celebrarsi che fa ridere, fatto a favore di smartphone con ovvia intenzione ‘piacionica’, gli rinfacciano sui social. “Lo Sgarbi de noantri“. Mentre gli altri senatori eletti dopo qualche fotografia di rito mantengono un contegno più sobrio, Calenda strafà. Non si accontenta di procedere alle formalità, ritirare il tesserino della votazione, i moduli da compilare, il regolamento parlamentare, la Costituzione e i trattati europei. No, Calenda deve fare l’istrione, deve dare spettacolo. “Ma perché non fa la guida turistica, che la vedo molto meglio, giuro, diventerei una sua seguace”, scrive un’utente. “Maestrino”, “Ridicolo”, gli scrivono altri. “I commessi, a cui lo stai spiegando, fanno ogni giorno visite guidate a scolaresche, gruppo, parenti, ecc. Non ti senti ridicolo?”. “Mo’ giovedì ti interrogano…”. Che imbarazzo. Il limite al ridicolo mai

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