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Carlo in visita in Irlanda del Nord: la folla lo applaude, ma pesa il nodo dell’indipendenza

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Giornata particolarmente significativa per re Carlo III, che oggi è arrivato a Belfast, in Irlanda del Nord con la regina Camilla, nell’ambito del tour che sta facendo nel Regno Unito a seguito della morte di Elisabetta. Al loro arrivo al castello di Hillsborough, la residenza reale nella regione, i sovrani sono stati accolti da centinaia di persone accorse per salutarli e portare il cordoglio per la morte della regina. A fronte di questa accoglienza calorosa, però, l’Irlanda del Nord resta un fronte caldissimo per il nuovo re che, superati i giorni del lutto, con ogni probabilità dovrà vedersela con le posizioni indipendentiste, che ora promettono di riaffacciarsi con rinnovata forza sia qui sia in Scozia.

La visita di Carlo III in Irlanda del Nord

Re Carlo e Camilla hanno fatto rotta sull’Irlanda del Nord da Edimburgo, dopo aver partecipato ieri sera alla veglia al feretro

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della regina nella St Giles’ Cathedral, insieme al resto della famiglia reale. Al castello di Hillsborough il sovrano avrà un incontro privato con il nuovo ministro della Northern Ireland Secretary, Chris Heaton-Harris, e con i rappresentanti dei partiti politici locali, anche i partiti nazionalisti irlandesi. Successivamente lo speaker dell’Assemblea di Stormont, Alex Maskey, esprimerà a nome del popolo dell’Irlanda del Nord, le condoglianze per la morte della regina Elisabetta. E, dopo un ricevimento al castello, la coppia reale si recherà alla St Anne’s Cathedral di Belfast per una funzione religiosa.

Il nuovo sovrano e le questioni indipendentiste

Benché la visita di Carlo rientri nel protocollo legato alla morte della regina, è evidente che le questioni politiche restano comunque sullo sfondo. L’indipendentismo e il modo in cui lo fronteggerà sono una delle tante incognite che pesano sul futuro del nuovo sovrano. E mentre in tutto il mondo ci si interroga come le affronterà, in molti fanno anche notare come Carlo negli anni su alcuni temi abbia dimostrato sensibilità modernissime che potrebbero essere di grande impatto.

La «sincera speranza» di Rampelli verso il nuovo sovrano

Va in questa direzione anche un auspicio espresso dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che in un lungo post su Facebook ha sottolineato come i suoi auguri al nuovo sovrano del Regno Unito non fossero solo un «atto dovuto», ma si accompagnassero a una «sincera speranza

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che acquisisca un nuovo impulso la sensibilità manifestata nel tempo verso il rinascimento urbano, la bellezza, il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e l’avvento di un nuovo codice per l’architettura tradizionale nel restauro delle città».

L’auspicio di «una nuova era per l’urbanistica»

Ricordando le numerose visite di Carlo in Italia, Rampelli ha sottolineato che «a fronte di orrendi e anonimi edifici che hanno sfregiato il tessuto di città meravigliose gravide di identità, presenti a ogni latitudine del pianeta, il ruolo di Re Carlo potrà segnare anche una nuova era per l’urbanistica e la trasformazione del territorio». «L’amore per l’arte che ha contraddistinto la sua vita è meno conosciuto al grande pubblico italiano, ma – ha affermato Rampelli – rappresenta la speranza di arrestare l’annientamento delle differenze tra i popoli, la melassa culturale, il pensiero unico dominante perché da questi dipende l’omologazione delle città, delle arti, dell’estetica».

La possibilità di una svolta nel dibattito culturale

«Promotore del New Urbanism, ha fatto dell’Inghilterra il punto di riferimento, insieme all’architetto Leon Krier e al filosofo sir Roger Scruton, di un movimento ostile al gigantismo e al modernismo. Ci auguriamo – ha concluso il vicepresidente della Camera – che questo movimento da oggi possa crescere ancora e guadagnare il baricentro del dibattito culturale mondiale su come utilizzare le nuove tecnologie senza rinunciare alle identità e alle tradizioni culturali».

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