Assediati dai migranti, sfregio Lamorgese alla polizia che protesta: non li ho fatti venire io

5 Set 2022 16:13 - di Martino Della Costa
Migranti Lamorgese

Migranti, la Lamorgese fa spallucce. Con le nostre coste sotto assedio, la via balcanica aperta e battuta, le forze dell’ordine in subbuglio che denunciano di essere state abbandonate dalle istituzioni, la ministra continua ad assumere toni e atteggiamenti pilateschi e a giustificarsi replicando: «Non li ho mica fatti venire io…». Intanto, si prosegue con presidi e arrivi a gogò. Uno sbarco dietro l’altro soprattutto a Lampedusa dove, tra ieri sera e l’alba di oggi, sono approdati oltre 300 migranti. All’alba sono arrivate 55 persone, a bordo di due barche di piccole dimensioni. Un altro arrivo, con 18 persone, è avvenuto direttamente sulla terraferma. Ieri sera da un peschereccio sono scesi in 240. Sono tutti giovani e di nazionalità egiziana, siriana, bengalese e palestinese. E all’hotspot di Lampedusa – dove oggi sono in programma nuovi trasferimenti e nonostante lo spostamento di ieri di 474 migranti – ci sono oltre mille persone. 1066 per l’esattezza. A fronte di una capacità di ospitalità tarata su 250 persone… 

Migranti, Lamorgese fa spallucce con Lampedusa sotto assedio, Taranto sotto scacco e…

Non solo. Perché se Lampedusa è sotto assedio, anche dalla parti di Taranto non è che vada meglio. Le nostre porte sul Mediterraneo sono spalancate, e Ong, scafisti e trafficanti di esseri umani ne approfittano per abusare di facilità d’ingresso e accoglienza coatta. Come accaduto, previo annuncio di arrivo da parte del centralini di Alarm Phone, per un’imbarcazione con a bordo 80 migranti, partita dalle coste del Libano e arrivata a Roccella Jonica. O anche per la nave Ong Ocean Viking, dalla quale sono sbarcati al porto di Taranto altri 459 migranti. 210 di loro, specifica Il Giornale, provengono dal Bangladesh. 120 dall’Egitto. E gli altri da diversi Paesi come Eritrea, Tunisia, Pakistan, Somalia, Etiopia, Palestina, Nigeria. Insomma, non tutti esattamente profughi in fuga da una guerra in corso…

La polizia protesta: il ministro Lamorgese ci ha abbandonati

La vera battaglia quotidiana, infatti, è quella che forze dell’ordine, soccorritori, sanitari e addetti ai lavori nei primi centri di ospitalità, manovratori della mastodontica macchina dell’accoglienza, si ritrovano a combattere praticamente a mani nude. Tanto che, guarda caso, come riporta sempre il quotidiano milanese citato, sulla situazione nell’hotspot pugliese è intervenuto il Sappe, che ha denunciato «le precarie condizioni igienico-sanitarie» e «le ricadute negative anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica: ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni e da un ministro dell’Interno che dovrebbe tutelarci e rappresentarci».

Migranti, sfregio Lamorgese: «Non li ho fatti venire io…»

Insomma, gli operatori delle forze dell’ordine e del soccorso sono allo stremo e ormai da tempo denunciano ritmi e condizioni di lavoro disumani, esortando risposte ai loro appelli e soluzioni a problemi incistati ormai da troppo. Senza però ricevere nessun tipo di rassicurazione e indicazione di qualche cambio di rotta o aggiustamento del tiro da parte del Viminale. Anzi, il ministro Lamorgese, continua a sfoggiare coda di paglia e faccia tosta. E con fare e toni pilateschi, afferma: «L’aumento dei flussi migratori c’è stato, ma non perché li ho fatti entrare io, ma per le situazioni critiche che ci sono in Libia e in nord Africa», ha detto la titolare del dicastero dell’Interno intervenendo a Cernobbio al Forum Ambrosetti.

Lamorgese, il danno e la beffa

E poi ha anche aggiunto al limite del paradossale: «In un mondo globalizzato anche la sicurezza è sempre più collegata alle dinamiche internazionali, e questo lo vediamo anche per l’immigrazione». Dovrebbe avere il coraggio di ripeterlo – oltre alla platea di manager e banchieri di Cernobbio – ai tanti cittadini che vivono ogni giorno sulle loro spalle il peso di un’ospitalità che non ci ci potrebbe permettere. Ai residenti straziati dalla vicinanza con i centri di accoglienza che da tempo denunciano problemi di sicurezza e di ordine sanitario. Agli stessi immigrati, accolti in polveriere sovraffollate e al collasso endemico.

Sempre attiva la rotta balcanica: 66 migranti fermati a Trieste

E per ultimi, agli agenti della polizia di frontiera che questa mattina a Trieste hanno rintracciato 66 migranti in via Flavia. E che, dopo averli intercettati, li hanno fermati e condotti al commissariato per le consuete operazioni di identificazione. Ancora una volta, si tratta di migranti provenienti da vari Paesi: tra i quali Afghanistan, Pakistan, India, Bangladesh e Iraq…

 

 

 

 

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