Paolo Celata, l’inviato star di Mentana, ironizza sul carrozzone di sinistra: “Meno antifascismo, più idee”

1 Ago 2022 17:10 - di Lucio Meo

Da stasera l’inviato-star de “La 7, il preferito di Enrico Mentana, Paolo Celata, protagonista delle maratone politiche del direttore, condurrà personalmente uno spazio in prima serata dal titolo “La corsa al voto”, con Alessandro De Angelis e la partecipazione di Silvia Sciorilli Borrelli. Un nuovo spazio informativo che prende il posto di “In Onda”, il pre-serale che fino ad ora aveva visto protagonisti David Parenzo e Conchita De Gregorio.

Su “La 7” una maratona estiva sul voto

Paolo Celata, volto noto de “La 7″, negli ultimi anni si è caratterizzato per le sue interviste volanti e gli appostamenti nei pressi dei palazzi della politica romana, ma anche per le comparsate, in veste di ospite, nel programma “Propaganda Live” di Diego Bianchi, alias “Zoro”. Su “Libero” di oggi al giornalista romano viene dedicata una paginata con una lunga intervista nel corso della quale Celata, pur non prendendo posizioni politiche o svelando le proprie simpatie, in stile Mentana, ha fornito delle chiavi di lettura interessanti sulla campagna elettorale che si appresta a seguire dagli schermi tv. A cominciare dall’autogol della sinistra causato dalla demonizzazione dell’avversario politico, nel caso speficico Giorgia Meloni e la “propaganda” sul pericolo fascista…

Paolo Celata e la destra “fascista” cavallo di battaglia della sinistra

Celata spiega che il suo programma servirà anche a chiarire le idee a confusi. “Quanti italiani hanno le idee chiare? Secondo i sondaggi molti, ma in realtà c’è una marea di indecisi e di persone che non vanno a votare da anni. Per non parlare dei neomaggiorenni: seguono la politica? Cosa voteranno? In studio parleremo anche di questo perché va bene definire le alleanze, ma poi bisogna capire quali sono i messaggi con cui i vari partiti porteranno dalla loro i neolaureati o i giovani“, dice il giornalista a “Libero”.

Secondo Celata il rischio di astensionismo è altissimo. “Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 andai a seguire, per il TgLa7, i 5 stelle e ai loro comizi c’erano tanti giovani. Indipendentemente dal messaggio, bisogna quindi riconoscere a Grillo e a Casaleggio la capacità di aver intercettato un desiderio di fare politica che gli altri partiti non avevano colto. Ora però quel voto dove andrà? Si è disperso?”.

Poi si passa a parlare di Draghi e delle elezioni. Era giusto votare subito? “Ho posto questo stesso interrogativo ad alcuni ministri, subito dopo il consiglio che sanciva la crisi, e onestamente non ho trovato una risposta convincente. Credo che sia stata una crisi al buio per tutti i partiti anche se, ovviamente, c’è chi è arrivato più pronto, come la Meloni che – legittimamente – non aspettava altro“.

Sarà lei la principale protagonista del dibattito elettorale? “Sì, anche se sta centellinando le proprie dichiarazioni e le apparizioni video: credo sia una strategia, peraltro giusta. Probabilmente vuole evitare di cadere nella sovraesposizione preferendo delle uscite mirate: speriamo che “colpisca” noi di La7! Faremo di tutto per averla in studio a La corsa al voto£”. E qui arriva il consiglio alla sinistra: non punti solo sull’allarme del pericolo fascista.

Le idee per vincere le elezioni

Basterà l’antifascismo a spostare i voti? “Temo di no. Servono idee e proposte, che ancora non sono arrivate, ma forse è solo questione di tempo: ho l’impressione che la sinistra sia in una fase addirittura di pre-riscaldamento. Non sono nessuno per dare consigli ma, fossi in loro, farei come a Verona dove era riuscita a trovare una quadra: certo, il passo falso del centrodestra che si era diviso aveva fatto loro gioco, ma c’era un progetto di città che funzionava…”.

E sulle incognite della stabilità, Celata si mostra scettico: “Stando ai sondaggi, c’è chi è in vantaggio è in grado, sulla carta, di incassare una forte maggioranza. Dire però se questa terrà sicuramente nel tempo… Mah!”.

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