Sala a gamba tesa: “Impossibile sostituire Draghi”. Meloni: “Usa le istituzioni senza pudore”

17 Lug 2022 13:24 - di Guido Liberati
Sala Meloni

Sala torna a intervenire a gamba tesa per Draghi premier insostituibile, nelle stesse ore in cui Giorgia Meloni chiede se sia corretto che un sindaco o un governatore possa usare le istituzioni come fosse la sezione del Partito democratico.

L’intervento social di stamattina di Sala fa temere che il caldo abbia pesato notevolmente sulla capacità di giudizio dell’ex manager milanese. “Ma davvero c’è un italiano o un’ italiana che si sente all’altezza del momento e che ritiene di poter sostituire Draghi nelle cose nazionali e internazionali? Ma per favore…” Questa la domanda che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, avanza nel suo intervento “a gamba tesa” sulla crisi di governo, pubblicata sulla sua pagina ufficiale Facebook. “Mercoledì scorso, con la crisi ormai più che annunciata, ho fatto una chiacchierata con il presidente del Consiglio nel suo ufficio”, aggiunge l’esponente di centrosinistra. “Dal suo ufficio – prosegue – sono uscito con una domanda: ma noi italiani ci meritiamo Mario Draghi e Sergio Mattarella?”.

“Rimane il fatto che come classe politica dobbiamo meritarceli e dobbiamo anche dimostrare di meritare il rispetto degli italiani in un momento così difficile”, scrive ancora Sala, che nelle ultime ore si è fatto promotore di un appello a Draghi affinché rimanga in carica.

Meloni replica a Sala e compagni: “Usano le istituzioni come sezioni di partito”

Un appello che ha sollevato più di una perplessità sotto il profilo istituzionale, come ha osservato Giorgia Meloni.  “Mi chiedo – ha commentato la leader di FdI – se tutti i cittadini rappresentati da Gualtieri, Sala, Nardella o da altri sindaci e presidenti di Regione che si sono espressi in questo senso, condividano l’appello perché un governo e un Parlamento distanti ormai anni luce dall’Italia reale vadano avanti imperterriti, condannando questa Nazione all’immobilismo solo per garantire lo stipendio dei parlamentari e la sinistra al governo”.

“E – indipendentemente da chi li ha votati, prosegue la Meloni riferendosi a Sala e compagni – mi chiedo se sia corretto che questi sindaci e governatori che rappresentano tutti i cittadini che amministrano, anche quelli che la pensano diversamente, usino le Istituzioni così, senza pudore, come se fossero sezioni di partito. La mancanza di regole e di buonsenso nella classe dirigente in Italia comincia a fare paura”.

Sulla vicenda sono intervenuti con una nota congiunta anche i governatori Acquaroli, Marsilio e Musumeci, smarcandosi dalla raccolta firme: “Un Presidente di Regione o un Sindaco rappresentano anche i cittadini che vogliono andare a votare – hanno precisato i governatori di Marche, Abruzzo e Sicilia . e non possono permettersi di utilizzare le Istituzioni che rappresentano per finalità politiche o, peggio, di partito. Sono forzature che chi ricopre un ruolo istituzionale non può permettersi, né tanto meno promuovere”.

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