Sabatini, compagna di Casaleggio, fa a pezzi Conte: Un grande bluff politico. Mente e non paga i lavoratori

15 Giu 2022 19:31 - di Roberto Frulli
Conte

Giuseppe Conte è un grande bluff politico. Lo capimmo durante le interlocuzioni con il Movimento in cui si rifiutava di pagare i debiti con i lavoratori”: è feroce il giudizio sull’ex-premier di Enrica Sabatini, socia dell’Associazione Rousseau e compagna di Davide Casaleggio, figlio del fondatore M5S, Gianroberto.

Parole come lame affilate che fanno a fette il sedicente avvocato del popolo”- scelto da Beppe Grillo per guidare il Movimento Cinque Stelle.

“Le sue dichiarazioni pubbliche erano spesso e volentieri in contrasto con quello che diceva o faceva nel privato delle nostre conversazioni – ricorda la Sabatini su Facebook. – Programmava comunicazioni pubbliche prima o dopo gli incontri per essere sicuro di calibrare il giusto livello di tensione nelle interlocuzioni: in un momento particolare alzava lo scontro, in un altro invece rassicurava che tutto stesse andando bene. Indipendentemente dalla realtà. Era tutto studiato a tavolino per costruire il proprio consenso e, nel nostro caso, screditare la controparte. Era incredibile”.

“Oppure”, prosegue implacabile la Sabatini, “accadeva che garantisse una dichiarazione pubblica coordinata tra le parti, per abbassare i toni sulla stampa, ma poi si accendeva in attacchi mediatici gratuiti e senza preavviso che ci lasciavano basiti”.

“Ricordo molto bene quando affermò pubblicamente: ‘i debiti non si discutono, ma si onorano‘ mentre nel privato non faceva altro che contestare, procrastinare o contraddire ciò che si era stabilito poco prima – incalza la compagna di Casaleggio. – A Report, pochi giorni fa, è arrivato addirittura a mentire – con una facilità disarmante – affermando che aveva proposto a Rousseau un contratto che invece non è mai stato fatto”.

“Quello che divenne chiaro, per tutto il tempo dei nostri dialoghi, era la distanza siderale tra la persona reale e il personaggio creato. Come nel parco giochi quando entri nella stanza degli specchi e davanti a te vedi uno, dieci, mille volti. Dopo la nostra esperienza è toccato anche a Beppe. Che è arrivato a descriverlo in questo modo: ‘non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione’. Aveva avuto modo di conoscerlo meglio. E questo era il risultato”, seppellisce Conte l’ex-esponente pentastellata.

“Non mi ha sorpreso per nulla vedere il MoVimento crollato al 2,2%“, scrive ancora su Facebook, Enrica Sabatini.

“Nessuno riusciva a immaginare”, prosegue, “che la forza politica di maggioranza relativa in Parlamento, con una visibilità mediatica immensa, risorse economiche da capogiro e centinaia di parlamentari potesse morire così. Ma era facilmente prevedibile. La mancanza di autenticità alla fine emerge sempre. E se le persone vogliono fare un selfie con te perché sei ‘famoso‘, non significa che vedano in te un leader politico capace”.

”Non esiste una relazione di simmetria tra la realtà che vuoi creare e quella che vedono gli altri. La popolarità non è sinonimo di credibilità. Così come l’assenza di una visione non si compensa con il proliferare di visibilità mediatica“.

“Era evidente che in quell’uomo non ci fosse l’urgenza di costruire posizioni, ma di assicurarsi un posizionamento”, prosegue Sabatini riferendosi a Giuseppe Conte.

Non era la persona giusta per il MoVimento perché non era del MoVimento, non conosceva il MoVimento, non amava il MoVimento. Amava quello che lui poteva diventare con esso. E i cittadini lo hanno visto. Oggi se fosse un vero leader metterebbe sul tavolo le sue dimissioni e quelle di tutti coloro che sono responsabili del peggior fallimento elettorale mai visto nel MoVimento, ma non lo farà. La realtà sarà manipolata, comunicata, costruita. Ancora una volta. Il personaggio è ormai incastrato sul palco, nella sua stessa sceneggiatura. Anche se ad assistere in platea ormai non c’è più nessuno”.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 16 Giugno 2022

    I 5 della lattina di tonno sono arrivati al traguardo, anche se ultimi, sono arrivati.
    Ora e’ giunto il momento delle strette di mano le pacche sulle spalle, qualche ultima battuta esilarante anti jella e…. tutti a casa.
    Il beppone tornera’ al teatro, i vari lecca santini, starnazzeranno un pochetto cercando di riciclarsi come porta borse, mentre che i piu’ furbi, quelli che nel tempo hanno trasferito un po’ di grana nel Panama, rinnoveranno il passaporto- gratuitamente- e via.
    Al nuovo governo rimarra’ raccogliere le scatolette di tonno vuote, comprare un po’ di scope e dare una buona ripulita, ma sara’ dura, molto dura, succedera’ come la ritirata dell’esercito nazista, mineranno tutti ponti per far soffrire chi rimane.
    Non c’e’ dubbio, sono delle brave persone, piu’ cattive di cosi’ si muore.
    Spero che qualche bravo scrittore, scriva qualche riga per i posteri suggerendo di non ricadere nella stessa fossa due volte.

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