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Omicron 5, primo caso in Sardegna. E per una volta gli esperti concordano: più contagi, ma meno gravi

Omicron 5 toglie per un giorno la scena al vaiolo delle scimmie. La variante BA.5 del virus SarsCoV2 è arrivata anche in Sardegna, e in tutto il suo potenziale di contagiosità: a detta degli esperti, infatti, sembra che quest’ultima mutazione del virus confermi livelli di carica virale più alti rispetto alle precedenti. La nuova sotto-variante è stata isolata per la prima volta dal Laboratorio centrale del Policlinico Duilio Casula di Monserrato. Riguarda un 36enne di Cagliari che i medici hanno sottoposto ai test di rito durante un controllo in ospedale. L’uomo comunque sta bene, e si trova in isolamento domiciliare.

Omicron 5 sbarca in Sardegna: primo caso a Cagliari

«Questo conferma che il Coronavirus sta ancora circolando. E dunque, che le misure per proteggere gli ospedali devono continuare a essere mantenute», ha commentato a caldo Ferdinando Coghe, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari. Quindi ha aggiunto: «Lo abbiamo scoperto solo grazie al tampone molecolare, che è l’unico metodo che consente poi il sequenziamento genomico. E così come richiesto alla nostra struttura dall’Istituto superiore di Sanità per conto del Ministero della Salute nel piano di sorveglianza integrata nazionale».

Clementi: «Rispecchia l’evoluzione attesa. In autunno vedremo»

Immediate, naturalmente, le reazioni e le dichiarazioni degli esperti. Che in un nuovo valzer di commenti e raccomandazioni, hanno ribadito che «se Omicron 5 è più diffusiva ce ne accorgeremo», con tanto di fosche previsioni per il prossimo autunno. Così, Massimo Clementi – direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, interpreta l’ultima acquisizione che arriva dalla Sardegna sostenendo che: «La sotto-variante Omicron 5 è proprio quello che ci aspettiamo da Sars-CoV-2. Era atteso che succedesse. Fa parte dell’evoluzione “darwiniana” del virus, che deve migliorarsi per sopravvivere. E quindi è quello che succederà anche in futuro».

Una sotto-variante che crea più contagi, ma forme meno gravi

La sotto-variante BA.5, che ha provocato un balzo dei contagi in Portogallo, dopo aver alimentato una quinta ondata Covid in Sudafrica insieme a BA.4, si fa strada dunque. Con caratteristiche già individuate e accreditate dagli addetti ai lavori. Quali sono? Le elenca lo stesso Clementi: l’ultima “new entry” della famiglia Omicron è un’osservata speciale (anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc dà come probabile la prospettiva che diventi dominante con la “sorella” BA.4). Ha due mutazioni che modificano la trasmissione rendendola ancora più efficace – spiega all’Adnkronos Salute Clementi –. Ma non saprei fare al momento una previsione sulla fortuna che avrà questa variante. Sarà un’ulteriore Omicron che conferma l’evoluzione “buona” dal punto di vista clinico del virus. Ma ancora vivace dal punto di vista virologico».

Omicron 5, Galli: «Se è più diffusiva ce ne accorgeremo. Difficile dire quando…»

E se per l’estate Clementi sostiene di non aspettarsi «un picco di casi da Omicron 5 nella bella stagione – ragiona l’esperto –. Non penso che i contagi saranno a zero, ma neanche molto elevati. Lo vedremo in autunno quello che succederà». Concludendo che, in ogni caso, «questo è un virus di cui non ci libereremo rapidamente», Galli incalza il dibattito asserendo che: «Se davvero Omicron 5 conferma la sua capacità di diffondersi più delle precedenti varianti, ci sarà di nuovo un aumento di infezioni sostenute da questo virus. E ce ne accorgeremo, anche se non è facile stimare quando questo accadrà

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». Dunque, anche secondo l’ex direttore del reparto Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è difficile al momento «prevedere quando esattamente ci possa essere un incremento netto di casi dovuti a Omicron BA.5. È possibile che sia in autunno. Ma fino all’autunno possono accadere molte cose – precisa lo specialista – . C’è in mezzo un inverno australe. Ci sono Paesi dove la percentuale di vaccinazione è bassa e questo non è un elemento di rassicurazione. Sia per la “corsa del virus”. Sia per lo sviluppo di varianti».

Lopalco, Omicron 5 più diffusiva ma non per questo più allarmante e grave

Sulla stessa linea – di una Omicron 5 più diffusiva delle precedenti varianti di Sars-CoV-2 – anche Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento. Che a riguardo spiega: «Se infatti una variante si diffonde è perché ha assunto caratteristiche che ne determinano qualche vantaggio in termini di diffusione: o perché infetta più facilmente le cellule. O perché riesce ad evadere più facilmente le difese immunitarie date da una precedente infezione o vaccinazione», ricorda l’esperto. Aggiungendo una specificazione importante: «Il fatto che la sotto-variante BA.5 infetti più facilmente – precisa – non vuol dire che causa malattia più grave. Ma, come al solito, se grazie alla maggiore diffusione raggiunge un paziente fragile, le conseguenze purtroppo le conosciamo»…

Bassetti: «In autunno potremmo avere più infezioni, ma non le forme gravi»

Stessa impostazione per Matteo Bassetti. Che, nell’elargire la sua disamina sul tema, riassume e concorda con le analisi dei colleghi e afferma: «La variante Omicron BA.5 ha fatto aumentare i casi in Portogallo, ma non i decessi e i pazienti gravi. È molto più contagiosa rispetto alle precedenti, ma questa sua unicità non incide sulla gravità della malattia. I dati sudafricani ci dicono che la durata dei ricoveri è più breve, che le forme gravi sono minori. Fondamentalmente in autunno potremmo avere più infezioni, ma non le forme gravi. È l’evoluzione naturale di questo virus che dovrà farci trovare pronti per i richiami vaccinali in inverno. Ma al momento BA.5 non metterà a rischio la nostra estate, che è giusto continuare a vivere più liberi possibile, dopo 2 anni dove le cose non sono andate come avrebbero dovuto»…

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