Speranza pensa alla mascherina ma balbetta sul caos nei Pronto Soccorso: rivolta dei medici

martedì 10 Maggio 14:15 - di Angelica Orlandi
Speranza

Il ministro della Salute Speranza si accorge solo ora dell’emergenza Pronto soccorso di nuovo affollati e di nuovo privi di personale. L’ultimo il Dea dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Ma non è meno allarmante il reportage di Repubblica sul San Camillo di Roma. Speranza si sveglia improvvisamente e leggendo, evidentemente, delle proteste e del malcontento di medici e pazienti, imbastisce una “soluzione”.  E’ un tema che riguarda “la grande questione del personale: noi dobbiamo investire di più – dice- e finalmente abbiamo fatto scelte molto forti. Abbiamo messo nell’ultima annualità 17.400 borse di specializzazione, il triplo di tre anni fa e il doppio di due anni fa. È chiaro che questi investimenti avranno una ricaduta nei prossimi anni. Avremo ancora qualche anno non semplice da gestire, ma oggi la lezione del Covid è stata nettissima: dobbiamo invertire la stagione dei tagli come stiamo facendo e dobbiamo aprire una nuova grande stagione di investimenti sulla sanità nel suo complesso. E, in modo particolare, sul personale sanitario”. Ecco, signor ministro, ma non era lei che avrebbe dovuto occuparsene? Lei dov’era mentre i medici scappavano dai Pronto soccorso?

Speranza iniste sulle mascherine e dimentica i Pronto Soccorso

Speranza si arrampica sugli specchi a margine del convegno ‘Dalla pandemia al Pnrr: come comunicare la salute ai cittadini’ a Roma alla Camera. Parla quasi come se non ci fosse stato lui, ma un altro,  sullo scranno di ministro della Salute. Chi deve promuovere gli investimenti sul personale se non il ministro? Chi deve avere il polso della situazione e magari prevedere i problemi prima che si propongano in modo vistoso? Sempre lui. Ma sappiamo bene quali sono le priorità di Speranza. Green pass, ago e mascherina. Ci ha voluto “imbavagliare”  ancora per un po’, facendoci ridere dietro da quasi tutto il mondo. Ha voluto  prolungare l’uso della carta verde in alcuni ambiti. Ci sta inseguendo con la siringa in mano per la quarta dose: ma le criticità più serie ed esplosive non le ha viste.

Speranza balbetta e il Fiaso lo incalza

Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) è sul piede di guerra per cercare di uscire dalla doppia impasse: gli investimenti mancati  sul personale e la conseguente “fuga” di sempre più medici dai Pronto soccorso, cuore pulsante dell’assistenza sanitaria. “Remunerazioni più alte per chi lavora nei Pronto soccorso e possibilità per le aziende ospedaliere di reclutare nelle aree di emergenza-urgenza anche medici non specialisti”: è la proposta  dell’associazione dei medici che da tempo invoca una una legislazione di emergenza in materia. “Ci sono tantissimi giovani, che sono stati impiegati efficacemente durante il periodo dell’emergenza Covid, che non sono riusciti ad accedere alla specializzazione; e che possono essere di grande aiuto al sistema sanitario. Come aziende, inoltre, abbiamo bisogno di strumenti flessibili per il reclutamento del personale”. Vede, Speranza, che “la lezione Covid” non le ha insegnato nulla? Un ministro solo ago e mascherina non è il massimo. Chi invoca le sue dimissioni da tempo, come FdI, ha ragione da vendere. E Speranza fornisce sempre ragioni in più per certificare la sua inadeguatezza.

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