Papa Francesco al carcere di Civitavecchia. Per il rito in Coena domini lava i piedi a 12 detenuti

14 Apr 2022 20:37 - di Sara De Vico

Papa Francesco ha scelto il nuovo complesso penitenziario di Civitavecchia per celebrare la Santa Messa “in Coena Domini” con i detenuti. Arrivato prima delle 16 si è recato nella Cappella, dove ha presieduto la Messa. Insieme ad alcuni detenuti, erano presenti una rappresentanza degli agenti e alcune autorità, tra cui il ministro della Giustizia Cartabia.

Papa Francesco al carcere di Civitavecchia

Durante la liturgia il Papa ha pronunciato a braccio la sua omelia. Parlando del segno della Lavanda dei piedi, “cosa strana” in questo mondo. “Gesù che lava i piedi al traditore, quello che lo vende”. Gesù ci insegna questo, semplicemente, ha detto il pontefice. “Fra voi dovete lavarvi i piedi, uno serve l’altro, senza interesse. Che bello sarebbe se questo fosse possibile farlo tutti i giorni. E a tutta la gente. Servire è Gesù che al traditore dice “amico”. Lo aspetta fino alla fine, perdona tutto. Dio perdona tutto e Dio perdona sempre! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”.

“Gesù perdona e lava i piedi al suo traditore”

“Ognuno di noi – ha detto ancora il Papa – ha qualche cosa che porta da tempo nel cuore. Ma chiedete perdono a Gesù”. Bergoglio poi ha voluto ricordare che c’è un Signore che giudica, ma è un giudizio strano, atipico. “Il Signore infatti  giudica e perdona”. In conclusione, dopo la lavanda dei piedi, ha esortato a coltivare la “voglia di servire e perdonarci”.

In Coena domini con i detenuti

Al termine dell’omelia, come è consueto, il Papa ha ripetuto il gesto di Gesù durante l‘Ultima Cena. Quando il Signore lavò i piedi ai suoi discepoli in segno di amore. Spinto fino al servizio e all’umiliazione, nei confronti di 12 detenuti, uomini e donne. Tra cui persone di età diversa e di diversa nazionalità. A conclusione della cerimonia la Direttrice del Carcere di Civitavecchia ha rivolto alcune parole di ringraziamento a papa Francesco. E ha offerto in dono una stampa del porto antico di Civitavecchia, alcuni prodotti dell’orto coltivato dai detenuti e alcune opere fatte dal personale e dai detenuti.

 

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