Musumeci: ecco la soluzione della Sicilia per il gas russo. E poi zittisce Miccichè

15 Apr 2022 12:46 - di Paolo Lami
Nello Musumeci

Putin” sulla crisi del gas russo “ha un punto di vantaggio e lo avrebbe qualsiasi altro capo di Stato con un ‘potere contrattuale’ così forte. Mi chiedo se dovevamo aspettare la guerra in Ucraina per scoprire che l’Italia importa almeno il 90 per cento di gas dall’estero e che buona parte di questo gas arriva dalla Russia, per comprendere che non abbiamo mai avuto in Italia un piano energetico degno di questo nome“: il governatore siciliano, Nello Musumeci, affronta, intervenendo a Omnibus su La7, la crisi energetica di fronte alla quale l’Italia si trova impreparata.

“Pensare di trovare la soluzione immediata e concreta in tempi di emergenza – ha aggiunto Musumeci – diventa solo un esercizio di buona volontà perché occorreva predisporre in tempo necessario e capire dove poter attingere e con quali risorse infrastrutturali pensare di creare una rete sufficientemente autonoma“.

“Noi in Sicilia non giochiamo un ruolo marginale, ma strategico per la collocazione geografica dell’Isola. Siamo – ricorda Musumeciil baricentro del Mediterraneo, riceviamo gas sia nell’area di Gela che in quella di Mazara del Vallo. Il 30 per cento circa arriva dall’Algeria e nell’Isola possiamo ancora disporre di giacimenti di gas“.

“Il tema è capire quanto si possa avviare celermente la procedura per ridurre il divario rispetto al fabbisogno (del Paese, ndr). La Sicilia è disposta – annuncia il presidente della Regione – a fare da tramite a patto che ci sia un minimo di misura compensativa“, ha aggiunto.

Ma c’è dell’altro. E riguarda le fonti alternative e i mille lacciuoli della burocrazia.

“In Sicilia possiamo diventare produttori di energia pulita nello spazio di uno o due anni. Ci sono tante società interessate a investire centinaia di milioni – annuncia Musumeci – purché si cambi la legge sulle procedure autorizzative. Venti-trenta passaggi sono un crimine, è assurdo”.

“Il governo Draghi faccia una legge – propone il presidente della Regione Sicilia – che dice: ‘In 60 giorni gli enti preposti devono pronunciarsi sull’autorizzazione alla richiesta di impianto di energia pulita, se non lo fanno vale il silenzio assenso‘. Se non si fa l’Italia resta indietro e arranchiamo”, avverte  Musumeci. Che non si tira indietro quando si tratta di affrontare il tema della sua ricandidatura alla guida della Regione e i tentativi di Miccichè di ostacolarlo.

Miccichè ha problemi all’interno del suo partito, che è spaccato in due, è stato smentito… – ricorda Musumeci. – Io ho grande rispetto verso i problemi degli altri partiti, ma sono una persona seria, faccio il presidente della Regione e lo faccio senza rispondere alle polemiche e cercando di risolvere i problemi della mia gente”.

“Come tutti i presidenti uscenti che non abbiano commesso peccati mortali credo di avere il diritto di ripropormi al giudizio degli elettori“.

“Se io fossi un problema per i partiti è chiaro che i partiti stessi avrebbero dovuto dire: “Ritiriamo la delegazione perché Musumeci è un problema’. E questo – annota il presidente della Regione stanando Miccichè – lo avrebbe dovuto fare lo stesso Miccichè, che è coordinatore di Forza Italia in Sicilia. Invece con me Forza Italia ha governato sin dal primo giorno e governa tuttora con quattro assessori e con nove dipartimenti senza mai avere determinato un giorno di frizione”.

Stamattina Miccichè aveva sostenuto che il capo della Giunta regionale è un problema per il centrodestra e non lo vorrebbe ricandidare nessuno.

Ma Musumeci ricorda anche un altro aspetto oltre a quello del buongoverno.

“La mia è una terra molto complessa, – dice Musumeci con un eufemismo. – Io non ho mai fatto lavorare le Procure della Repubblica e, in questi cinque anni, ho governato con Forza Italia, con Fratelli d’Italia, con la Lega e con i centristi in maniera assolutamente serena e senza un giorno di instabilità“.

“Una volta pensavo che in Sicilia un problema fosse rappresentato da un presidente vicino agli ambienti mafiosi, un presidente coinvolto in vicende di peculato, di corruzione, un presidente che sistemava i propri familiari. Credevo fosse questo un problema per la Sicilia – dice Musumeci. – Un presidente che per cinque anni ha governato con i partiti, senza mai cambiare la giunta, senza mai un giorno di crisi, spendendo sino all’ultimo centesimo come richiesto dall’Europa, un presidente che ha messo la regione con le carte in regola, che ha messo alla porta affaristi, mafiosi e ciarlatani diventa un problema per Miccichè? Vuol dire che abbiamo due valutazioni diverse della buona politica“.

Miccichè è convinto che bisogna governare chiamando la mattina i segretari dei partiti dicendo: ‘Oggi vorrei fare questo che dite voi? Siete d’accordo? Questo – conclude Musumeci – è un modo di governare che i siciliani non vogliono e che non appartiene alla mia formazione politica“.

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