Ucraina, «Mosca ha chiesto armi e soldi a Pechino». Oggi il vertice Usa-Cina a Roma

14 Mar 2022 8:29 - di Federica Parbuoni
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Armi e soldi. Mosca si sarebbe rivolta alla Cina per avere sostegno nella guerra in Ucraina. La richiesta sarebbe arrivata a ridosso dell’invasione. La notizia, divulgata dal Financial Times e rilanciata dalla Cnn che ha citato due funzionari Usa, arriva a ridosso dell’incontro a Roma tra il consigliere alla Sicurezza nazionale, Jack Sullivan, e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese, Yang Jiechi, annunciato ieri da Washington. Sullivan, inoltre, domani incontrerà il consigliere diplomatico del premier Luigi Mattiolo, e i rumors non escludono anche un incontro con lo stesso Mario Draghi. Intanto proseguono anche i negoziati tra Russa e Ucraina, che oggi, secondo quanto riportato dal Kiev Indipendent, vedono in agenda un nuovo round in video conferenza alle 10.30 ora di Kiev (9.30 ora italiana).

Le ombre sul ruolo della Cina

Pechino, attraverso il portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, ha affermato di «non avere mai sentito parlare» della richiesta e bollando come «davvero sconcertante» la situazione in Ucraina, invitando alla «moderazione» per evitare una ulteriore escalation. Dunque, l’incontro di oggi tra Sullivan e Jiechi si apre con nuove ombre che aleggiano sul ruolo di Pechino, che dall’inizio della guerra ha più volte lanciato appelli per una soluzione del conflitto, scagliandosi però contro le sanzioni alla Russia, annunciando che non avrebbe interrotto gli scambi commerciali con Mosca e arrivando ad addebitare la responsabilità del conflitto a Usa e Nato.

La richiesta di Mosca di armi e soldi alla Cina

Washington quindi, secondo quanto riportato ancora dal Financial Times, avrebbe anche preparato un dossier per gli alleati in cui li avverte del possibile appoggio logistico e finanziario di Pechino a Putin. «Ogni mossa da parte di Pechino o di altri Paesi per offrire un’ancora di salvezza alla Russia o aiutarla a evadere le sanzioni occidentali avrà conseguenze. Faremo in modo che né la Cina, né nessun altro possano risarcire Mosca per queste perdite», ha detto Sullivan alla vigilia del viaggio a Roma, che ha lo scopo di portare Pechino a esercitare una pressione più stringente sul Cremlino, puntando sull’effetto che le conseguenze del conflitto possono avere anche sull’economia cinese.

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