Rampelli: «È di nuovo buio in Europa. Basta ambiguità dopo gli errori di un Occidente pavido»»

1 Mar 2022 19:46 - di Alessandra Parisi

“Il mio sarà un intervento ricostruttivo. Non risolutivo, come quelli che ho sentito fin qui. Qualcuno dovrà pure farlo”, così Fabio Rampelli alla Camera dopo l’informativa del premier Draghi. “È è di nuovo buio in Europa, ancora guerra, dopo il 1945, dopo i bombardamenti di Belgrado del ‘99 e la dissoluzione della Jugoslavia. Ora s’incendia l’Ucraina. La cui capitale Kiev è più antica di Mosca. Altro che”.

Rampelli: è di nuovo buio in Europa

“Scorrono immagini raccapriccianti della popolazione in fuga. Barbaramente colpita dal secondo esercito più potente del mondo. Donne e bambini che si rifugiano nelle metropolitane. O si mettono in cammino con ogni mezzo verso Stati confinanti”, incalza il vicepresidente della Camera. Che punta l’indice contro le distrazioni dell’Occidente e le ricostruzioni fantasiose di chi, scava scava, tifa per Putin. 

L’Occidente liquido si è distratto troppo

“In un Occidente liquido che non ricorda né presidia più i suoi valori accade che si apra perfino un varco a tentazioni giustificazioniste”, dice Rampelli. Che elenca a volo d’uccello tutte “le balle” di una disinformazione colpevole. “Quella dei missili Nato in Ucraina al confine con la Russia è una favola insopportabile. Del resto per bombardare Mosca basterebbero i missili a lunga gittata lanciati dal Mar Baltico. Non serve metterli nel Donbass”.

Le balle sui missili Nato in Ucraina

E ancora. “Non è mai esistito alcun accordo stipulato con Gorbaciov, altra balla, per non far aderire le nazioni dell’est europeo all’Unione europea o all’Alleanza atlantica”. La Nato dunque si sarebbe spinta troppo a ridosso della Russia? “No. Intanto occorre constatare che l’alleanza di oggi non è quella della guerra fredda. Contrapposta al Patto di Varsavia. Non ha natura offensiva. Ed è meglio disposta a rappresentare un grande scudo per tutti coloro che si riconoscono nei valori di pace, democrazia e libertà. Magari con qualche ritocco statutario“, dice Rampelli. “Che sarebbe stato più possibile se la Russia non si fosse lasciata risucchiare nel gorgo dell’autocrazia aggressiva. Semmai, per paradosso, c’è il rammarico di non aver accelerato l’adesione alla Nato di Kiev. Che avrebbe impedito questa invasione”.

Il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto

Per Rampelli proprio il “frullato” di questi e altri luoghi comuni ha impedito di capire le reali  intenzioni di Putin. I suoi propositi di rifondazione dell’Urss, con stati satellite, governi fantoccio, la riesumazione dell’Armata Rossa. “Con il corollario dell’avvelenamento di giornalisti critici verso il regime. La persecuzione del dissenso politico, l’arresto di 7000 manifestanti per la pace a San Pietroburgo e Mosca in pochi giorni”. Insomma dice l’esponente di FdI “il mondo è restato a guardare sull’orlo della fossa seduto”, citando il testo di una nota canzone che rimproverava all’Occidente di essersi defilato negli anni della guerra fredda.

Un po’ di autocritica va fatta…

Un po’ di autocritica va fatta. «È stato fatale non aver saputo leggere dietro le mosse di Putin il nuovo progetto egemonico del Cremlino. Non aver saputo gestire in 30 anni il distacco dell’Ucraina dalla Federazione Russa. L’Ue era troppo occupata con le procedure d’infrazione contro gli Stati membri E e non si è battuta a sufficienza per completare l’integrazione di Mosca.  Nemmeno si è curata di garantirsi l’autonomia energetica a dire il vero”. Tra gli errori anche quello di non aver costruito per tempo “un solido polo euroasiatico che, insieme agli Stati uniti, potesse in prospettiva arginare lo tsunami cinese. Ma ora è tutto chiaro – dice Rampelli –  l’invasione di una nazione indipendente e sovrana non lascia più margini d’interpretazione. Anche i ciechi possono vedere. Non solo gli statisti. “E allora giunge anche dai banchi dell’opposizione patriottica la condanna senza ambiguità di Putin”. 

L’invasione russa non lascia spazio di interpretazione

Si alle richieste di salvataggio dal massacro militare di donne e bambini attraverso corridoi umanitari. All’accoglienza dei profughi ‘veri’. A rifornire l’Ucraina delle munizioni necessarie per resistere. All’isolamento globale di Putin. E alla solidarietà al popolo russoÈ  anche una guerra mediatica, dice Rampelli. “E  può combatterla ciascuno di noi, per ricordare con ogni mezzo d’informazione al mondo che l’Occidente è bello. L’aria è fresca, il sole è terso, c’è chiasso in strada ma non è il fragore delle granate. Ci sono musica, cultura popolare, colori, allegria, si può protestare contro i governi. Si può votare. Magari vincono loro”, sorride Rampelli. “Per carità di catene ce ne sono anche qui. Ma l’aroma è intenso e penetra fino ai  polmoni. È il profumo di libertà. Ecco, oggi Fratelli d’Italia pur rimanendo gentilmente ostile al governo Draghi, voterà con la maggioranza. Nessun inciucio è il nostro omaggio all’Italia. In questo caso è solo  la libertà che ci lega“.

 

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