Quarta dose, l’Aifa decide di aspettare. I virologi: giusto, meglio puntare su vaccini più aggiornati

24 Mar 2022 16:43 - di Redazione
quarta dose

Sulla quarta dose di vaccino anti-Covid sono “necessari ulteriori approfondimenti”. Lo ha concluso la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco, che ha iniziato oggi “la valutazione dell’opportunità di una seconda dose booster dei vaccini contro Covid-19 per particolari categorie di soggetti”.

L’Aifa: necessari ulteriori approfondimenti

“Considerato il complesso dei dati disponibili”, si legge in una nota, “la Cts ha deciso che sono necessari ulteriori approfondimenti, integrando le evidenze scientifiche internazionali con i dati di studi in corso in Italia. La Cts ha ribadito che è essenziale il completamento del ciclo vaccinale seguito dalla dose booster già autorizzata”.

Bassetti: decisione di buon senso

Matteo Bassetti commenta: “Dalla Cts dell’Aifa è arrivata una decisione di buonsenso. Fare ora una quarta dose a tutti significherebbe sottoporci nell’arco di poco più di un anno a tre dosi di vaccino. Considerando che in autunno potrebbe arrivare un vaccino aggiornato e così anche un nuovo richiamo. Ecco, dobbiamo spingere proprio su questo fronte, avere al più presto un vaccino aggiornato. Altrimenti dobbiamo essere molto duri nel dire che fare la quarta dose a chi non è immunodepresso, non ha una valenza scientifica”.

Andreoni: meglio correre con le terze dosi

Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, ritiene che l’Aifa abbia preso una giusta decisione. “Ho sempre sostenuto che occorre vaccinare” contro Sars-CoV-2 “per primi i fragili e gli immunodepressi” ma “nella situazione attuale è giusto non prevedere un allargamento della quarta dose, dobbiamo correre ancora con le terze dosi e con chi non si è mai immunizzato, introdurre in questo momento anche la quarta dose, magari per gli over 70, sarebbe stato controproducente”.

Pani: puntare su vaccini più aggiornati

Luca Pani, ex direttore generale dell’Aifa,  spiega all’Adnkronos Salute che “la quarta dose a base di vaccini a mRna contro Covid-19 ripristina i titoli anticorpali ai livelli di picco che si vedevano dopo la terza dose. Tuttavia, dato che i livelli anticorpali non correlano in maniera diretta con la protezione dell’infezione questa risposta vuol dire poco dal punto di vista clinico. Infatti la IV dose ha una scarsa efficacia nel prevenire le infezioni lievi o asintomatiche dalla variante Omicron” di Sars-CoV-2 “e il potenziale infettivo dei casi che comunque riescono a emergere resta importante”.

Tutto ciò, conclude l’esperto, “segnala l’urgenza dello sviluppo di vaccini anti-Covid di nuova generazione diretti alle varianti di interesse piuttosto che correre a fare una quarta dose dei vaccini a mRna già esistenti”.

 

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