Pagare in rubli il gas russo? Per Putin potrebbe essere un boomerang. Parla l’economista

giovedì 24 Marzo 17:30 - di Redazione
rubli gas

“Un annuncio di propaganda, una specie di insulto di Putin alle monete forti”, con il rischio che si traduca in “una mossa autolesionistica”. Franco Bruni, professore emerito di Teoria e politica monetaria internazionale all’Università Bocconi di Milano, descrive così la decisione del presidente russo, Vladimir Putin, di far pagare in rubli la fornitura di gas naturale ai Paesi definiti ‘ostili’. Contattato dall’Adnkronos, Bruni spiega che “c’è molta perplessità su questa decisione e sulla possibilità che possa essere tradotta in regole precise”.

L’economista Bruni: perché la mossa potrebbe non funzionare

Bruni sottolinea che chiedere di pagare il gas in rubli per rafforzare la valuta russa nei confronti delle altre monete “avrebbe senso se in alternativa la Banca centrale russa potesse usare gli euro e i dollari ricevuti per comprare lei stessa i rubli”. Ma Bank Rossiya oggi non può intervenire liberamente sui cambi a causa delle sanzioni decise dopo l’invasione dell’Ucraina che hanno colpito le sue riserve.

Per l’economista l’obiettivo del presidente russo Vladimir Putin, è di “cercare di sostituire noi alla Banca centrale nel sostenere il rublo“. Ma la mossa potrebbe non funzionare. Tanto che l’impennata del rublo contro le altre valute osservato dopo l’annuncio “non è dovuto al provvedimento in sé, ma alla speculazione, che pensa che questa misura avrà qualche effetto”.

Il problema è dove trovare i rubli

Il problema, sottolinea Bruni, “è dove trovare i rubli: in giro non ce ne sono tanti. Noi dobbiamo comprare i rubli per pagare il petrolio, ma se i rubli non ci sono, normalmente ce li darebbe la Banca centrale”. Non in questo caso, però. Se la Banca centrale russa iniziasse a stampare moneta per dare i rubli alle società europee per comprare gas e petrolio, “il sostegno al rublo svanirebbe subito. Loro ne creano di più e noi ne chiediamo di più, ma non c’è un aumento della domanda netta di rubli”.

Se la Russia insiste gli europei avranno difficoltà a comprare il gas

Ma se la Russia dovesse insistere con questa misure, i Paesi europei potrebbero avere serie difficoltà a comprare il gas, proprio per carenza di rubli. Tanto che, secondo alcuni osservatori, se questa misura fosse veramente implementata, “probabilmente avrebbe l’effetto della zappa sui piedi, perché la Russia perderebbe la valuta pregiata di cui ha tanto bisogno”.

La richiesta di utilizzare rubli per il pagamento di gas potrebbe invece avere senso nel medio-lungo periodo. “Potrebbe effettivamente rendere il rublo necessario per le scorte di transazione precauzionale delle Banche centrali. Questa mossa aumenterebbe la domanda di rubli nel medio-lungo periodo e lo renderebbe una moneta con un ruolo internazionale maggiore, ma nel breve termine è inutile”, conclude l’economista.

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